Il Tirreno

«Ci deve 210mila euro» Asl fa causa al primario

di Federico Lazzotti
«Ci deve 210mila euro» Asl fa causa al primario

Secondo l’azienda avrebbe ricevuto stipendi gonfiati senza averne diritto Il Tribunale del Lavoro ha rifiutato il ricorso cautelare, ora via all’azione legale

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LIVORNO

«Recupero somme indebitamente percepite». Non potrebbe essere più chiaro l’atto con il quale i vertici dell’Asl 6 di Livorno affidano l’incarico al proprio avvocato al fine di avviare un procedimento legale nei confronti dell’ex primario di Ginecologia dell’ospedale di Livorno Francesco Serri, 64 anni da compiere la prossima settima.

Nelle sette pagine firmate in calce dal direttore generale Monica Calamai il 16 dicembre dello scorso anno, c’è la storia di un medico passato dall’Asl 6 di Livorno a quella di Massa-Carrara e pagato – secondo i successivi accertamenti dell’azienda sanitaria labronica – più del dovuto per i compiti che svolgeva. Tanto che a distanza di due anni dal termine del contratto con l’azienda apuana e a nove dal passaggio da una provincia all’altra, gli vengono chiesti indietro oltre 210mila euro.

In pratica il medico avrebbe percepito uno stipendio più alto rispetto a quello che gli era dovuto per contratto e visto il ruolo: da primario quale era a Livorno a «dirigente medico». Ma quando l’Asl 6 si è accorta dell’errore e gli ha chiesto di restituire il denaro si sarebbe rifiutato, tanto da costringere l’Azienda a rivolgersi al Tribunale del Lavoro che lo scorso 17 marzo ha però rigettato la richiesta di un ricorso cautelare.

Ecco perché adesso la direzione ha dato mandato all’avvocato Carlo Moschini di intentare «ogni azione, anche stragiudiziale – si legge nel documento – si rendesse necessaria o opportuna per il recupero degli importi». Dal suo studio di Piombino l’avvocato ammette di essere stato incaricato, ma mantiene il massimo riserbo sul percorso intrapreso e sul fatto di avere già presentato querela nei confronti dell’ex medico.

Al centro del braccio di ferro giudiziario che sta per aprirsi c’è però anche un giallo che riguarda la comunicazione tra le due aziende ospedaliere e che potrebbe essere motivo di indagine.

Dai documenti, infatti, emerge come Serri sia rimasto in carica nell’ospedale di Massa-Carrara con la qualifica di «dirigente medico» dal primo di agosto del 2003 fino al 31 marzo 2010. Da parte sua lo stesso primario aveva rinunciato all’incarico di primario di Ginecologia e Maternità a Livorno prima di passare alla nuova sede. Nonostante questo l’amministrazione labronica avrebbe continuato a pagarlo con la qualifica di primario ed emesso nei confronti dell’Asl di Massa-Carrara fatture per un importo complessivo che sfiora il milione di euro (927.018,59 euro).

Di questi soldi però, l’Asl di Massa-Carrara avrebbe restituito ai vicini labronici solo una prima fattura, pari a poco meno di 50mila euro. Rifiutando di pagare gli altri 800mila euro «in quanto comprensivo anche di importi inerenti l’incarico di struttura complessa (vale a dire di primario ) che l’Asl 6 ha erroneamente continuato ad erogare» al professore. Dunque l’Azienda livornese avrebbe sbagliato nel conteggiare il compenso e nel momento in cui si è accorta dell’errore ha eseguito degli accertamenti. Da questi è venuto fuori che la differenza tra ciò che era stato pagato e quello che era dovuto era pari a 210mila euro. A quel punto si sarebbe rivolta al medico per cercare di risolvere il contenzioso senza strascichi. Ma prima il rifiuto da parte dello stesso ex primario e poi quello da parte del giudice del lavoro avrebbero indotto l’Asl di Livorno ad incaricare un legale e avviare un’indagine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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