Sicurezza
«Basta liti, facciamo rete» Le ricette degli operatori
MARINA DI MASSA “Fare rete”: è questa la parola d’ordine, la ricetta di Riviera Apuana, Confesercenti e Ageparc per rilanciare il turismo. Costituire, cioè, una rete di servizi, ma, soprattutto di...
MARINA DI MASSA
“Fare rete”: è questa la parola d’ordine, la ricetta di Riviera Apuana, Confesercenti e Ageparc per rilanciare il turismo. Costituire, cioè, una rete di servizi, ma, soprattutto di persone. che sappia affrontare le negatività emerse dal sondaggio sulla qualità del nostro turismo. L'idea è stata presentata ieri all’ex Apt e ha già un aspetto “operativo”: i promotori hanno aperto una casella di posta elettronica: salviamoilturismo@gmail.com, dove cittadini, turisti, operatori, potranno scrivere per condividere idee, opinioni sul tema turismo.Fare rete significherà, dicono gli operatori creare sinergie tra amministrazione e operatori, ma soprattutto, fra gli stessi operatori, che molto spesso si trovano in contrasto gli uni con gli altri.
«Basta operatori della montagna contro operatori marittimi; - spiega Paolo Arpagaus, presidente Confesercenti – basta litigi inutili fra i balneari. Quello di cui la nostra zona ha bisogno è che albergatori, balneari, ristoratori e tutti quelli che lavorano nel turismo comincino a collaborare fra loro. Comunicando, anzitutto. Facendo poi programmi che vengano condivisi e divulgati. In modo che i turisti possano essere accompagnati con un piano ricco di eventi fra mare e montagna».
È’ vero, infatti, che mancano molti servizi nel territorio, come i collegamenti mare-monti o i parcheggi, ma, spesso sono gli stessi operatori a non riuscire a "collegarsi". Sui progetti concreti per apportare migliorie nel territorio toccherà poi all'amministrazione trovare le soluzioni, consultandosi con le associazioni. «Da noi deve partire una rete complessa e articolata - spiega Stefano Gazzoli, dei balneari - per cercare di ridare una vita organica alla città. Le istituzioni dovranno poi riuscire a dare risposte concrete alla carenze del territorio».(m.c.)
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