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Pienone alla messa all’asilo «Ma vogliamo la chiesa»

Pienone alla messa all’asilo «Ma vogliamo la chiesa»

I fedeli di Borgo del Ponte si riuniscono nella palestra del Santa Lucia Don Lorenzo: vedo disagio tra i parrocchiani. E i bimbi sono sempre meno

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MASSA

La paura del terremoto è passata, chiusa in un angolo della memoria. Ma gli effetti materiali della forte scossa di fine gennaio restano. In varie parti della città: un’abitazione evacuata , la biblioteca civica parzialmente inagibile, i danni al Guglielmi, la chiusura di palazzo Bourdollon. E poi le chiese.Quella di SanMartino a Borgo del Ponte, ad esempio. Gravemente lesionata dalla scossa e quindi chiusa e transennata.

Ma nel quartiere fedeli e paroco non si sono persi d’animo. E la messa viene celebrata lo stesso. In un asilo.

Ieri, per la seconda domenica consecutiva, il rito del giorno dedicato al Signore è stato celebrato nella palestra dell'omonimo asilo.

Nel salone c'era proprio tutto. Oltre ai rituali oggetti liturgici, obbligatori per la celebrazione della messa, come la croce, il calice, le ampolle e i ceri pasquali, c'erano anche gli oggetti puramente decorativi come il leggio, l'incenso e una pianola che riproduceva il suono dell'organo. I fedeli erano tanti. Meno numerosi erano i bambini, forse per il fatto che il luogo scelto per celebrarla fosse proprio una scuola.

Tra i frequentatori abitudinari c'è un po' di amarezza mischiata a rassegnazione. Non era infatti come celebrare una messa in un luogo sacro, ma pur sempre una messa era.

«D'altronde – spiega all’uscita dalla messa Emma Ludovici, – bisogna adeguarsi. Ma alla fine non importa molto il luogo se, per il resto, non manca niente. Hanno riprodotto un bello spazio».

«Non vediamo l'ora di tornare nella nostra chiesa. – spiega il parroco della chiesa di San Martino, Don Lorenzo – la messa, è vero, si può celebrare ovunque, ma leggo disagio negli occhi dei fedeli. Per non parlare del fatto che molti bambini stanno incominciando a non venire più».

Per quanto tempo Borgo del Ponte avrà come chiesa una palestra? Ancora non si sa. «Bisogna aspettare che ci diano i permessi dal Comune per allestire i ponteggi – continua Don Lorenzo – ma sui tempi e sui modi ancora non sappiamo nulla. Speriamo di riuscire a rientrare nella nostra chiesa entro Pasqua».

Probabilmente la spesa della ristrutturazione sarà a carico della parrocchia. Che non naviga certo nell’oro. Per questo, Don Lorenzo, prevede di promuovere una colletta. «Anche sulla spesa non sappiamo ancora molto. Sappiamo che non ci sono fondi per ristrutturarla e che toccherà a noi. Quando sapremo a quanto ammonta la spesa farò circolare l'informazione».

Melania Carnevali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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