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VILLAFRANCA

Scintille in consiglio sulle spese dell’era Barani

Scintille in consiglio sulle spese dell’era Barani

di Cristiano Borghini VILLAFRANCA È stato un consiglio comunale turbolento, legato ai temi che hanno destato tanta polemica in questi giorni. Primo fra tutti l’esclusione dalla giunta dell’assessore...

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di Cristiano Borghini

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È stato un consiglio comunale turbolento, legato ai temi che hanno destato tanta polemica in questi giorni. Primo fra tutti l’esclusione dalla giunta dell’assessore Paola Petriccioli. Intorno a questo argomento si sono aperte a ventaglio le altre contestazioni che la minoranza ha portato in consiglio che hanno come oggetto il nuovo palazzetto dello sport, la centrale a biomasse e l’alienazione delle piscine nel complesso sportivo Pietro Cirelli.

La polemica nasce sin dalle prime battute, con Barani che attacca la maggioranza in maniera veemente: «A Villafranca le decisioni non sono prese nel municipio ma da fuori di esso. Si stanno portando avanti interessi individuali legati ai progetti in corso d’opera».Dello stesso avviso è Roberto Malaspina: «Oltre ad avere epurato un assessore, avete fatto la stessa cosa con due segretari comunali, in più avete sospeso lo screening tiroideo».

Accuse rispedite al mittente dal sindaco Pietro Cerutti: «Villafranca è rinata il 31 maggio 2010, l’onorevole Barani non può venire in sede di consiglio paventando interessi personali quando fino al 2009 nel nostro Comune era presente una cooperativa che gravava sulle casse comunali per la bellezza di 700mila euro. È stata una decisione sofferta quella dell’esclusione di Paola Petriccioli, che mi sento di ringraziare per il lavoro svolto, ma il contributo è stato minimo, ci si aspettava di più, poi per quanto riguarda quelle che il consigliere Malaspina chiama epurazioni, termine alquanto sgradevole, sono andate nel solco del risparmio dell’Ente. In merito allo screening tiroideo, quello sì che era un servizio che celava interessi personali».

I nodi ancora da sciogliere sono l’alienazione delle piscine coperte e la costruzione del palazzetto dello sport, che secondo l’opposizione nasconderebbero doppi fini. Massimo Romiti fa chiarezza anche su questa vicenda: «Le garanzie che l’amministrazione chiede a chi prenderà possesso delle piscine sono gravose, infatti in caso di mancata aderenza alle normative del bando la municipalità può riprendere possesso della struttura a totale svantaggio di chi l’ha acquistata.E’ scritto nero su bianco, non è semnatica, ma pura logica. Non è accettabile che sia attaccato il sindaco, che ha sempre lavorato in silenzio, senza fare proclami. Non si può continuare a sostenere questo gioco delle parti, poi se vogliamo ricordiamo che Barani aveva una delega al palazzetto, com’è che ora non se ne sente più la necessità? La passata gestione ha vuto oltre 13 milioni di spese correnti, in più ha gettato dalla finestra fondi che potevano essere dirottati in cose più importanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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