Proteste
I commercianti: il degrado? Il nodo è che c’è poca gente
In via Santa Maria l’adesione spontanea alla serrata «Non c’è movimento e dopo le 19 è un vero deserto»
di Luca Borghini
CARRARA
Dalle 19 della sera le strade del centro storico diventano un deserto.
Senza un cinema, la città vive ad orario di ufficio sincronizzandosi con i cartellini dei dipendenti di uffici e banche. Dalle 8 del mattino alle 19,30 della sera. Poi il nulla.
Anche i commercianti che resistono nel centro storico si trovano impotenti verso la deriva che sta prendendo la città: «Siamo sempre a denunciare il solito, enorme, problema: la città si sta svuotando e i negozi invece di aprire chiudono», afferma Cristian Storto, titolare della giocoleria JagMag. Lui è un giovane commerciante che sta tentando, come altri, di far vivere le strade e i vicoli del centro storico ma ogni iniziativa si trasforma in una impresa impossibile. Lui ha provato «con un corso di giocolieri destinato ai ragazzini», esperienza terminata «dopo due domeniche quando i genitori hanno trovato una città deserta», racconta con dispiacere.
La città ad orario di ufficio nasconde il degrado nelle ore notturne ma con questo modello (dalle 8 della mattina alle 19,30 della sera) è difficile portare persone a passeggio nelle vie del centro. Lo struscio di via Roma è un ricordo lontano. Ieri pomeriggio, pur essendo sabato, si potevano contare sulle dita delle mano le persone in giro per via Roma e per il centro storico. «Noi non viviamo il degrado che hanno denunciato i locali promotori della serrata perché abbiamo orari diversi però ci rendiamo conto che c’è pochissima gente per le strade», spiega Massimiliano Martignoni titolare della fumetteria Heavybolter in via Santa Maria. Lui assieme ad altri negozianti della stessa strada, giovedì scorso, ha deciso di aderire allo serrata: «Abbiamo anche noi aderito alla protesta in solidarietà con i locali che hanno dato vita alla protesta. Dobbiamo capire che il degrado è un problema di tutti».
C’è anche una voce fuori dal coro: Daniele Manganelli, titolare dell’edicola di piazza Duomo. «Ho rilevato l’attività a giugno scorso – afferma – non posso lamentarmi sono riuscito a farmi un giro di clienti e oltretutto tengo aperto tutti i giorni compresa la domenica».
Sul degrado Manganelli ha la sua idea: «Circolano poche persone, questo è vero. Però tenendo sempre aperto si può battere il degrado e si può contribuire a far circolare persone».
C’è a chi va meglio e a chi va peggio ma tutti hanno una ricetta uguale per salvare dalla agonia il centro storico: portare negozi e locali. La partita contro il degrado si gioca così, non con maggiori controlli delle forze dell’ordine. A proposito ieri durante il nostro giro nel centro storico abbiamo contato due pattuglie in meno di un’ora.
Un deterrente certo efficace ma non sufficiente nelle ore notturne.
Combattere il caro-affitti e incentivare aperture di locali, richieste condivise anche da Carrara in Vetrina come spiega Francesco Bajni: «Negli orari di apertura non viviamo il degrado ma ci rendiamo conto che nelle ore notturne il problema esiste».
«Conosciamo perfettamente il problema – commenta il consigliere Fabio Traversi, presidente della commissione attività produttive – non c’è una soluzione rapida contro lo spopolamento del centro e la mancanza di attività dobbiamo però impegnarci per trovare soluzioni». Ma ad oggi, delle variazioni annunciate al piano della sosta ancora non vi sono tracce.
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