Sicurezza
I 150 anni dello Zaccagna, la sfida è preparare al lavoro
Il sindaco sprona i giovani studenti: le difficoltà attuali devono certamente preoccupare, ma non scoraggiatevi e siate animati dall’orgoglio di aver fatto parte di un istituto così prestigioso
di Luca Menconi
CARRARA
«L'orgoglio di essere studenti dello Zaccagna». Così il sindaco Angelo Zubbani ha salutato i ragazzi dell'Istituto tecnico-commerciale e per geometri “Domenico Zaccagna". Una scuola storica. Infatti, fu fondata nel lontano 1862, un anno dopo l'Unità d'Italia, facendo ricorrere nel 2012 il centocinquantesimo anno d'età. Per festeggiare l'anniversario è stata indetta una conferenza con la partecipazione delle istituzioni comunali, del personale docente, degli studenti e degli ex-studenti di ogni generazione che hanno affollato la sala. Durante la cerimonia si è svolta, inoltre, la consegna di attestati, di borse di studio (250 euro) e del diploma Trinity agli studenti più meritevoli delle varie classi della scuola. Dopo l'introduzione del professor Riccardo Canesi la parola è passata al preside dell'istituto Luigi Corsi, il quale ha inteso sottolineare come «l'importanza della scuola superiore, che ho la fortuna di dirigere, non si limita soltanto al suo passato, ma ancora all'apporto che, con la formazione tecnica, è in grado di dare al mantenimento, o anche, al miglioramento del nostro attuale livello di benessere».
Ad illustrare le lunghe vicissitudini dello Zaccagna è stato lo storico locale e diplomato nello stesso istituto, Beniamino Gemignani. Recentemente insignito della qualifica di membro corrispondente dell'Accademia dei Georgofili, Gemignani ha dedicato un'intera vita di ricerca alla ricostruzione della storia di Carrara. «Quando si sentì, con l'Unità d'Italia raggiunta, il bisogno di passare dalla poesia del Risorgimento alla prosa della pratica - ha affermato - la risposta fu l'istituto tecnico Zaccagna». «Caduto in disuso a fine Ottocento, fu riaperto nel 1916, diventando il primo del suo genere ad essere creato a Carrara ed uno dei primi in Italia». La logica ispiratrice fu, sempre per Gemignani, «quella del buon padre di famiglia, per la quale si sentì il bisogno di fornire delle professionalità al territorio di Carrara, specialmente per la gestione del settore marmifero».
Dunque, un'esistenza, quella della scuola, intitolata al geologo Zaccagna solo nel 1949, strettamente collegata a quella del Comune. Proprio per preservare la memoria dell'istituto e connettere le generazioni, Canesi ha invitato «chiunque sia in possesso di materiale storico e fotografico relativo allo Zaccagna a contattare il personale dell'istituto. Abbiamo, infatti, intenzione di creare un archivio informatico in vista della costituzione di una Associazione degli studenti». Se il passato è glorioso, dunque, molto più incerto resta il futuro, non tanto dell'istituto, quanto dei giovani che vi si formano, che, come i loro coetanei, sono alle prese con la difficoltà di trovare sbocchi di lavoro. L'assenza dell'economista, prof. Angelo Tantazzi, diplomato proprio allo Zaccagna, ha impedito ieri di approfondire l'argomento, anche se alcune riflessioni sono state fornite da Zubbani e dall'assessore all'istruzione provinciale Raffaele Parrini. Il sindaco, rivolgendosi direttamente ai ragazzi in platea per incoraggiarli, ha affermato che «le difficoltà attuali devono certamente preoccupare, ma non vi devono scoraggiare: dovete andare avanti per la vostra strada, animati da senso di responsabilità per il vostro futuro, ma anche di orgoglio, a testa alta, per avere fatto parte della storia di un istituto così prestigioso». «Il momento è difficile, nessuno lo può negare, ma resto convinto che tutti insieme, giovani e meno giovani, possiamo riuscire a farcela».
Più tecniche le prese di posizione di Parrini, il quale ha insistito «sull'importanza di accettare l'esistenza di un mondo globalizzato e preparare le giovani generazioni ad affrontarne le difficoltà, ma anche a sfruttarne le opportunità, evitando di chiudersi nel localismo. Dal punto di vista amministrativo abbiamo l'incarico non solo di garantire un ottimo livello di formazione, ma anche di fornirlo il più in sintonia possibile con il mercato del lavoro».
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