Attenzione
«Chiederemo giustizia al Governo italiano»
Roberto Oligeri presidente del comitato vittime stragi naziste commenta il no della corte dell’Aja
di Marco Landini
FIVIZZANO
Fa ancora discutere, in negativo, la sentenza emessa venerdì scorso dalla Corte di Giustizia internazionale dell’Aja che accogliendo il ricorso presentato della Germania ha di fatto bloccato gli indennizzi ai familiari delle vittime delle stragi naziste avvenute in Italia, tra le quali San Terenzo Monti, Vinca e Tenerano.Una pessima notizia per i superstiti e i familiari delle vittime delle stragi avvenute nell’agosto del 1944 nel territorio fivizzanese, i quali però non si danno ancora per vinti annunciando che faranno tutto il possibile affinché quello che i tribunali italiani hanno sentenziato venga rispettato.
Considerato che ora l’unica strada percorribile resta solo quella politica, considerato che anche la Corte dell’Aja ha sottolineato questo aspetto invitando Italia e Germania a trovare una soluzione per dirimere la questione, è facile così come preannuncia Roberto Oligeri del Comitato vittime civili di San Terenzo Monti che tutti i familiari delle vittime delle stragi avvenute in Italia si uniscano facendo pervenire le loro istanze al Governo italiano. Intanto però la giustizia italiana va avanti: mercoledì prossimo si assisterà al terzo processo, quello di Cassazione, per le stragi avvenute tra il 19 e il 27 agosto nel Fivizzanese.
Il terzo grado di giudizio è stato richiesto ovviamente dallo Stato tedesco dopo le condanne emesse il 27 giugno 2009 dal Tribunale militare e il 20 aprile 2011 dalla Corte Militare di Appello. Alla sbarra torneranno i tre ex soldati tedeschi Wilhelm Kusterer, Max Schneider e Helmut Wulf (altri cinque imputati sono nel frattempo deceduti e uno Arnold Rosler è stato assolto) già condannati all’ergastolo e la Germania quale responsabile civile delle stragi.Nei due precedenti giudizi i giudici non ebbero alcun dubbio condannando i tre ex militari e lo Stato tedesco a risarcire sia le spese legali a tutte le parti civili e a pagare le provvisionali (circa 150mila euro a famiglia) ai parenti delle vittime. I tre condannati facevano parte della 16ª divisione delle Ss “Reichfhurer” comandata dal maggiore Walter Reder: a loro carico la terribile imputazione «concorso in violenza con omicidio contro privati cittadini e per aver causato la morte di circa 350 cittadini, tra cui donne, anziani e bambini».
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