Il Tirreno

«Non c’è il rischio crollo» Ora serve solo il nulla osta

«Non c’è il rischio crollo» Ora serve solo il nulla osta

La ditta incaricata dai condomini assicura che quelle crepe non sono pericolose Prima di lunedì però nessuno potrà ritornare nella palazzina di Santa Settimina

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MASSA

La ditta edile Cima, incaricata dalle sei famiglie che abitano al civico 11 di Santa Settimina di verificare la stabilità del palazzo, ha dato il suo responso ieri pomeriggio: le crepe non hanno provocato danni strutturali. Tradotto: si può rientrare. o meglio, si potrebbe rientrare se non ci fosse la burocrazia di mezzo. Il Comune deve firmare i nulla osta e prima di lunedì il via libera non ci sarà. Ancora quarantotto ore, almeno, di disagi, per chi risiede in quel civico. Intanto la ditta ha iniziato a puntellare le pareti, anche se il grosso del lavoro verrà fatto questa mattina.

Non è stata una giornata semplice quella degli sfollati di piazza Settimina, anche perché quasi tutti l’altra sera sono usciti di casa con quello che avevano addosso. E in giornate fredde come queste, soprattutto i più piccoli, avevano bisogno di un ricambio. Così i pompieri nel tardo pomeriggio hanno lasciato passare chi doveva andare a prendere gli9 unsumenti.Almeno fino a lunedì. Poi si aspetterà il nulla osta del Comune.

Comunque non dovrebbero esserci problemi, perché in senso favorevole si è già pronunciato l’ingegnere dell’ente. Bisogna soltanto aspettare. Facile a dirsi, difficile da mettere in pratica, visto che gli abitanti della palazzina si sono trovati in mezzo alla strada senza capirne il motivo.

Un motivo però c’è e lo si capisce osservando quelle crepe. Che, se guardate da un occhio non abituato a quelle fessure (soprattutto quella nel vano scale), incutono un certo timore. A confermarlo è il racconto del condomino che ha chiamato i vigili del fuoco per il sopralluogo: «Le hanno notate i muratori che stanno effettuando alcuni lavori a casa mia - dice Lorenzo Posterli -, mi hanno detto che c’era di che preoccuparsi e così ho chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Dopo il terremoto non potevo sottovalutare il pericolo». Posterli ha chiesto l’intervento la sera prima, nemmeno ventiquattro ore dopo la verifica che ha sancito lo sgombero immediato dell’immobile. Non solo. Per sicurezza è stato interdetto per alcune ore il transito della strada che va a San Carlo. Ieri mattina, invece, le vetture sono passate senza problemi, visto che le transenne sono state limitate a una porzione di strada.

Ma cosa hanno visto i pompieri di tanto preoccupante? Come detto la crepa che c’è sul vano scale, proprio sopra il portone di ingresso, fa rizzare i capelli: lo spacco è largo e soprattutto sembra profondo (la ditta ha accertato però che non è così profondo da minare la stabilità). Ma i condomini quando dicono che c’è sempre stato non dicono una bugia: «Basta vedere l’edificio come è ridotto, ma qui in centro sono quasi tutti così. Le crepe ci sono ma non sono tali da far cadere giù tutto». Il civico 11 di piazza Santa Settimina in effetti è pieno di fessure, anche i gradini delle scale in alcuni punti sono spezzati in due: «Ma non cade nulla», continua una signora che mostra a giornalisti e fotografi tutte le anomalie che hanno riscontrato i pompieri nella loro verifica.

Resta da capier però se la scossa di terremoto di venerdì 27 gennaio ha peggiorato le cose oppure se tutto è rimasto come prima. Secondo la ditta Cima, nessun problema. E nemmeno per il tecnico del Comune, che ieri mattina ha controllato che l’ordine dei pompieri di evacuare fosse un sacrosanto scrupolo.

In ogni capo i muratori già ieri pomeriggio e soprattutto questa mattina puntelleranno i muri che presentano le crepe più vistose. Poi si potrà procedere ai lavori di risanamento. Ma con le famiglie nelle loro case. E i bambini nelle loro stanze a giocare con i loro giocattoli. Può sembrare poco, ma andatelo a spiegare a chi si è trovato senza un tetto in una gelida sera di febbraio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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