Il Tirreno

Nasce la holding del caro estinto

Nasce la holding del caro estinto

Una nuova società di servizi, tra i principali fondatori la Pubblica Assistenza: «Dobbiamo diversificare»

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CARRARA

Anche un settore che, gioco forza, è destinato ad avere sempre lavoro, fa i conti con la crisi. Stiamo parlando del business del “caro estinto”: i costi del carburante, dei mezzi di trasporto, e in genere della vita (e della morte) aumentano? Ecco che alcune pubbliche assistenze e dei privati hanno unito le forze, creando una società di servizi e forniture. La società si chiama “Aziende funebri associate srl”, ed ha sede a Ortonovo. Gli azionisti di riferimento, con una quota all’incirca del 37% ciascuna, sono la Eternity Line di Francesca Samanta Bertola e Paolo Faconti, di Ortonovo e la Associazione Pubblica Assistenza Carrara e sezioni; quote minori hanno la ditta Stelio Pieroni di Gesualdo Pieroni & c. di Barga; le onoranze funebri Giovanelli di Diego Giovanelli di Castelnuovo Magra (il 16%), la Pegaso Cooperativa sociale di via Caboto a Carrara (il 18%), l’Associazione di Pubblica Assistenza Croce Bianca onlus.

La società ha un amministratore unico, Paolo Faconti, e si propone di fornire prestazioni di servizi in generale alle agenzie di pompe funebri; ma anche la costruzione e la gestione di forni crematori; la costruzione e la gestione di “funeral home” con servizio ristoro; la partecipazione ad appalti pubblici e privati. Insomma, una holding del caro estinto, pronta a fornire i propri servizi alle società di onoranze funebri, non solo alle sei società fondatrici. A spiegare la filosofia di questa scelta è Fabrizio Giromella, presidente della Pubblica Assistenza di Carrara e sezioni: «L’Afa, Aziende funebri associate, nasce per ottimizzare i costi: ormai un carro funebre costa sui 120-130mila euro, ogni macchinario, ogni attrezzatura ha costi crescenti, abbiamo così deciso che ciascuna delle società aderenti organizza comunque il funerale, ma per alcuni servizi si appoggia all’Afa, con un margine di risparmio che ovviamente non va assolutamente ad incidere sulla qualità. D’altra parte - aggiunge - io come altri ci siamo trovati davanti a un bivio: da un lato, i classici soggetti che chiedevano servizi, ovvero l’Asl e i Comuni, sono alle prese con difficoltà grandi e ci affidano sempre meno compiti; dall’altro, abbiamo comunque una struttura da mandare avanti. Qui alla Pubblica ci sono 43 dipendenti, di questi 20 sono attualmente in cassa integrazione ma spero di poterli fare rientrare al più presto possibile. Per farlo, dobbiamo diversificare e ottimizzare: all’Afa abbiamo passato quattro dipendenti, e adesso ci guardiamo intorno per poter ottenere altre tipologie di intervento. Ad esempio - spiega ancora il presidente - il settore ludico-sociale potrebbe dare sbocchi interessanti. Per questo intendiamo far ripartire la palestra di Avenza, con un programma di ginnastica dolce particolarmente adatto agli anziani. Insomma, dobbiamo assolutamente diversificare le entrate, perché non vogliamo licenziare nessuno».

Insomma, non solo caro estinto e servizi Asl, ma molto altro. Da tenere conto che, secondo gli ultimi dati disponibili, la Pubblica Assistenza nel 2010 ha curato oltre la metà dei circa 800 funerali carraresi: 428 per la precisione; sopra quota cento, le Onoranze funebri San Ceccardo, con 135, e la Croce Verde di Fossola, con 109. A seguire, gli altri.

(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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