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Schiamazzi al Flush Dopo le proteste il titolare a processo

Schiamazzi al Flush Dopo le proteste il titolare a processo

La prima udienza si terrà a maggio. Tra i testimoni i vicini che si sono lamentati dei rumori. Vicenda ricca di polemiche

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MASSA

Il sostituto procuratore Federico Manotti per Davide Cordoni, 32 anni, titolare del circolo Flush, ha disposto il decreto di citazione diretta. Così l’imprenditore andrà a processo l’otto maggio. Il locale è stato al centro di numerose polemiche - e non solo - negli ultimi mesi per le proteste di chi abitava nei pressi del Flush e non riusciva a chiudere occhio per gli schiamazzi che facevano gli avventori.

Il pubblico ministero era arrivato perfino a sequestrare le chitarre a una band che suonava. Motivo? Il circolo non aveva il permesso per fare musica. Un’altra volta invece era stato sequestrato il bigliardino perché chi giocava urlava gol a squarciagola nonostate fosse la mezzanotte passata. Tra i testimoni anche il consigliere comunale del centrodestra Stefano Benedetti.

Una storia piena di polemiche quella del Flush. E di persone che si sono ammalate, con tanto di certificato, per l’insonnia causata dal rumore che arrivava dal circolo di Cordoni. Ma non solo. Benedetti se l’era presa anche con la polizia, accusandolo di non aver fatto i controlli che aveva richiesto. Il consigliere aveva scritto una lettera anche all’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Dopo le proteste degli abitanti di via Europa per il disagio causato dal circolo Flush si era mosso anche il Comune. L'amministrazione ha iniato un anno fa un'ordinanza di sospensione dell'attività del circolo diretto da Cordoni. Del resto era impossibile non fare nulla. Una signora aveva dovuto rivolgersi al medico, altre famiglie invece avevano manifestato la volontà di vendere casa. Uno dei legali del titolare del circolo ha sempre contestato le accuse del vicinato e della procura: «Al Flush è tutto regolare, lo hanno stabilito tutti i controlli. Contro il locale è in corso una campagna ingiusta da parte di alcuni cittadini», aveva detto l’avvocato. E aveva aggiunto: «Il livello sonoro della musica diffusa all'interno dei locali è assai inferiore al normale livello di tollerabilità, così come hanno potuto constatare di persona gli agenti di polizia, polizia municipale, carabinieri e guardia di finanza che, ormai quotidianamente continuano ad effettuare sopralluoghi presso il circolo Fush, su richiesta di alcuni residenti della zona».

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