Il dolore
«Più locali per tener lontano il degrado»
Bar chiusi (ma a singhiozzo) e un appello: troppi fondi sfitti, solo con le attività si può rivitalizzare il cuore della città
di Alessandra Vivoli
CARRARA
A singhiozzo, questo sì, ma la serrata c’è stata. Non ha paralizzato il centro storico, ma i locali le serrande le hanno chiuso - seppure a orari diversi - in segno di protesta contro lo spaccio e il degrado di quella che dovrebbe essere la zona più frequentata della città, il suo salotto buono.
Ed è proprio sulla necessità di rivitalizzare il centro, anche abbassando gli affitti dei tanti fondi vuoti in piazza Alberica, che puntano l’attenzione, dal circolo Arci ’l Concasser, gli organizzatori della serrata, per i quali la manifestazione, anche se con le chiusure a singhiozzo, ha colto nel segno: «Si è cominciato a parlare di un problema grosso per chi lavora in questa zona, ed è un primo passo importante. Bisogna cambiare l’immagine del centro».
Locali chiusi a singhiozzo La pizzeria Ciruzz ha abbassato le serrande dalle tre alle cinque di pomeriggio. Il bar Leon d’oro dopo le 19, («Perché prima avremmo dovuto mandare via la gente« dicono dal locale), Cibart ha chiuso alle 19, anche ’l Concasser e la Champagnerie Blanc e il Fuori Porta.
Apertura un’ora dopo per la pizzeria Beatrice e il Grizzly pub. L’effetto di un centro chiuso per protesta, comunque, non c’è stato. «Ma i vari titolari che hanno aderito alla nostra protesta avevano la massima elasticità nella chiusura»: confermano dal circolo ’l Concasser.
Più locali contro il degrado Al Fuori porta, in piazza Battisti, è stata un’impresa tenere i clienti fuori. Ma con un punch caldo e una bella spiegazione sui motivi della serrata il problema è stato risolto. «Il messaggio che vogliamo far capire - spiega il titolare del locale - è che non sono i locali la causa del disagio, ma anzi, più locali ci sono e più il degrado e lo spaccio stanno lontani. Certo sarebbe stato meglio essere chiusi tutti alla stessa ora, ma non mi sembra il caos di fare polemica per questo».
Un centro da rivitalizzare Piccoli furti e vandalismi, che hanno interessato il centro storico. Fioriere spaccate, arredi esterni (ad esempio quelli della pizzeria Beatrice) distrutti a più riprese. E, su tutto, un giro di spaccio di droghe pesanti contro il quale puntano il dito i commercianti del centro.
La protesta è a 360 gradi, contro tutti gli organi competenti alla sicurezza. Ma anche contro una fuga dal centro storico che ne ha fatto un’emblema della crisi.
Insomma nessuna ansia da concorrenza, i gestori dei locali pubblici in centro sono di tutt’altro avviso: più bar, ristoranti e negozi ci sono, più lo spaccio e il degrado hanno vita dura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
