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Piano di sicurezza ok? «Controlleremo noi»

Piano di sicurezza ok? «Controlleremo noi»

I ragazzi del Meucci vogliono testare il nuovo piano di evacuazione Continua la protesta dopo il terremoto, venerdì gli studenti scendono in piazza

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MASSA

Fanno sul serio gli studenti che vogliono più sicurezza nella scuola. Vanno al cuore del problema, si fanno ricevere dall’assessore provinciale all’Istruzione, ottengono impegni certi e “impongono” il loro controllo diretto su ciò che verrà fatto (o non fatto).

Ieri mattina erano oltre cento i ragazzi dell’istituto Meucci che si sono ritrovati sotto la sede di Palazzo Ducale per chiedere conto alla Provincia della carenza di sicurezza nel loro istituto.

Il problema lo hanno già ben individuato. L’intervento di manutenzione nel sottoscala della scala di emergenza della scuola – i lavori sono a cura della Provincia – ha interdetto l’uso della scala. Dunque, il piano di evacuazione in caso di emergenza, che prevede l’utilizzo di quella via d’uscita non è più valido, è “zoppo” e, in caso di effettivo pericolo, i 700 studenti del Meucci rischiano davvero di trovarsi nei guai.

Ora, va detto che sono due mesi che il cantiere per i lavori al sottoscala è aperto e che le rampe di emergenza sono inutilizzabili. E bisogna aggiungere che gli studenti più volte avevano sottolineato questo problema. C’è voluto però il terremoto di venerdì scorso a fare precipitare la situazione. La paura generata dalla scossa ha indotto i ragazzi a dire basta: vabbè, il sisma non ha provocato danni all’edificio, ma la carenza di sicurezza? Ecco, così, l’iniziativa di chiamare i vigili del fuoco presa direttamente da alcuni studenti e lo sciopero “spontaneo” di lunedì.

Ieri, poi, i ragazzi hanno deciso di andare a farsi sentire in Provincia. Ad accogliere la delegazione (formata dagli studenti Mauro Parenti, Andrea Pucci, Davide Pierucci, Alessandro Gherardi) è stato l’assessore Raffaele Parrini, a cui i ragazzi hanno esposto non solo il sacrosanto problema della scale inutilizzabili ma anche quello delle officine, chiuse da circa 3 settimane.

Parrini ha garantito che i lavori verranno terminati entro 45 giorni e ha ripetuto che le strutture della scuola non hanno subito alcuna lesione. Anche i vigili del fuoco hanno confermato che non ci sono problemi di staticità e che si può continuare a fare lezione. Il problema, tuttavia, resta quello delle vie di fuga: nell’istituto ci sono sei uscite di emergenza, una però è impraticabile per i lavori.

Per questo il preside del Meucci Giovanni Perfetti, ha sottoposto all’esame dei tecnici dei vigili del fuoco un piano di evacuazione “b”, che non prevede l’impiego della scala fuori servizio.

I ragazzi, però, non si fidano fino in fondo: «Domani (questa mattina ndr.) chiederemo di testare il nuovo piano di evacuazione approntato dalla scuola, vogliamo capire come funziona, quali sono i tempi per riuscire a metterci al sicuro, si tratta di muovere 800 persone, compresi insegnanti e personale Ata, non può essere una cosa improvvisata», dice Mauro Parenti rappresentante del Consiglio di istituto.

Gli studenti, dopo l’incontro con l’assessore all’Istruzione si sono detti “abbastanza soddisfatti”. Ma non mollano.Al termine della manifestazione una parte dei ragazzi sono tornati a lezione, altri hanno preferito prolungare la “vacanza”.

Non è finita, tuttavia. Gli studenti stanno organizzando per venerdì una giornata di protesta per denunciare la scarsa sicurezza in tutti gli istituti della provincia, non solo al Meucci.

Di sicuro ci saranno i ragazzi del liceo Artistico di Carrara, sfrattati dalla succursale di via Sarteschi, ma è facile prevedere che aderiranno anche altre scuole. Anche pechè nel panorama scolastico locale non è che manchino questi tipi di problemi.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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