Il Tirreno

L’INIZIATIVA

«Non c’è risparmio nell’abolire le Province»

MASSA Non è vero che cancellare le Province porterà consistenti riduzioni dei costi della politica; non è vero che siamo un ente inutile. La scomparsa di fatto delle Province, che il governo Monti...

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA

Non è vero che cancellare le Province porterà consistenti riduzioni dei costi della politica; non è vero che siamo un ente inutile. La scomparsa di fatto delle Province, che il governo Monti prevede nel suo decreto Salva Italia non solo ridurrà i servizi ai cittadini, ma provocherà un aumento dei costi per il riordino delle competenze».

E’ appassionata la difesa del “suo” ente che il presidente della Provincia di Massa Osvaldo Angeli pronuncia nel consiglio provinciale straordinario che si è tenuto ieri mattina (in sincrono con tutte le altre province d’Italia, in un’iniziativa promossa dall’Upi) a palazzo Ducale.

Angeli sa che è “una strada in salita” dimostrare che le Province non sono inutili: una facile e fuorviante antipolitica, dice, ha indotto l’opinione pubblica a considerare questo ente come il luogo degli sprechi e delle spese superflue. Ma non è così, ripete e se si guarda bene a costi e benefici la cosa appare evidente. Gli 11 miliardi di risparmio vagheggiati da qualcuno, incalza Angeli, sono una cifra irreale, in cui si conteggiano i costi dei 56mila dipendenti delle province italiane. E, visto che nessuno pensa di licenziarli tutti, il risparmio reale sarebbe solo quello di mandare a casa gli amministratori (presidente, consiglieri, assessori). Con un risparmio, netto di 65 milioni a livello nazionale, pari allo 0,27% della intera manovra Monti. Briciole, che dovrebbero ancora diminuire con le riduzioni già previste, che farebbero scendere il costo degli amministratori a 34 milioni.

Ma, soprattutto, dice Angeli, la soppressione delle Province, non migliorerebbe –anzi – i servizi ai cittadini. Al contrario: il trasferimento delle competenze su strade, trasporti, tutela ambientale, edilizia scolastica, formazione professionale, cultura, non produrrebbe semplificazione e maggiore efficienza, ma più difficoltà di gestione per i Comuni e le Regioni a cui passerebbero quelle funzioni.

Senza contare – e su questo si è soffermato Silvano Leoni, segretario della Cgil Funzione pubblica - la questione del personale (56mila i dipendenti in Italia, circa 340 a Massa), la cui professionalità rischia di andare dispersa, la cui ricollocazione non è ancora stata definita con chiarezza.

Insomma, l’Italia senza le province e così Massa Carrarara, non staranno meglio, rivendica il consiglio provinciale con il sostegno di sindacati e Comuni.

Una iniziativa quella delle Province che l’Idv giudica assurda e paradossale, «se si pensa che gli stessi partiti che in tutto il Paese guidano le Province (Pd, Pdl e Terzo Polo) hanno votato compatti, in Parlamento, il Decreto Monti che ne prevede l'abolizione - si legge in una nota del partito di Di Pietro -Noi di Italia dei Valori, con coerenza, vogliamo invece ribadire la nostra contrarietà al documento promosso dall'Upi e confermiamo la nostra posizione: lo Stato necessita di una profonda riforma degli Enti Locali tesa innanzitutto a un maggiore efficienza e al contenimento dei costi (che non sempre, sono costi della democrazia) a partire dall'abolizione delle Province, eliminando questi organi elettivi intermedi, ripartendone le deleghe a livello regionale e comunale, salvaguardando senza se e senza ma tutti i posti di lavoro».

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze