Il Tirreno

IL CASO

Massa non è una città per studenti

Chiusa la biblioteca civica, alla Diocesana «si paga l’iscrizione»

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MASSA

“Ma noi, dove andiamo a studiare?” La chiusura del secondo piano della biblioteca cittadina, dichiarata inagibile dopo il sisma di venerdì scorso, ha in sostanza, tolto agli studenti l’unico luogo pubblico in cui poter studiare.

Il gruppo “Massa non è una città per giovani” parla di una situazione “insostenibile” e di negazione del diritto allo studio. Secondo il gruppo di fronte a una situazione di emergenza, questa, «ci si dovrebbe venire incontro». Invece, polemizzano, agli studenti che hanno provato le uniche altre due strade che questo territorio offre, ovvero la Biblioteca Diocesana e quella di Esperanto, hanno trovato grossi problemi.

«Alla biblioteca diocesana – sostengono quelli di Massa non è una città per giovani – si sono sentiti dire che sarebbero potuti rimanere a studiare se avessero corrisposto una cifra che, seppur bassa,non troviamo giusto che siano proprio questi giovani a pagarla,

soprattutto se si tratta di affrontare un momento di emergenza e disagio. Esigere la "tessera d'iscrizione" crediamo sia un diritto della Curia, ma crediamo anche che esigerla proprio nel momento di un'emergenza sia un attaccamento alle regole fuori misura ed ingiustificato. Auspichiamo che la Diocesi ed il Comune di Massa possano trovare rapidamente un accordo per aprire gratuitamente la sala garantendo così agli studenti un luogo appropriato per studiare».

Anche alla Biblioteca di Esperanto di via Sforza i ragazzi si sono visti negare l'accesso. E nell’edizione di ieri abbiamo pubblicato una lettera di due di loro che protestavano per questo che definivano “divieto di studiare”.

Sulla questione interviene però Olga Raffo, direttrice dell’Archivio di Stato. «Nel nostro istituto – scrive la professoressa – è conservata la biblioteca di Esperanto, parte integrante del patrimonio culturale e bibliografico e che non dispone di una sala lettura».

«L’Archivio di Stato – prosegue – ha in dotazione unicamente una sala di studio predisposta per coloro che si occupano di storia locale e devono consultare documenti inerenti alle loro ricerche, per le quali occorre silenzio e concentrazione. L’Archivio non ha funzioni di biblioteca civica, pertanto non può accogliere utenti che devono soltanto studiare e non di effettuare ricerche storiche, scopo per il quale esistono gliArchivi di Stato». «Sono vicina al problema degli studenti – conclude la direttrice – ma siamo amareggiati di essere stati male interpretati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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