Trasporti
Condannato il boss della cocaina
Dura sentenza del giudice Ferri: 8 anni di reclusione e maxi multa
CARRARA
Dura condanna al capo dello spaccio di Marina: otto anni di reclusione e 40mila euro di multa al marocchino Arrab Mohamed, sorpreso (e filmato) mentre vendeva cocaina nel parco Falcone e Borsellino a Marina, accanto al ristorante Ciccio. Condannato a un anno e tre mesi (e alla multa di 3mila euro) il connazionale Radimi Khalid, coinvolto in maniera più marginale nel giro dello spaccio. L’operazione, denominata “Giù le mani dal parco Falcone e Borsellino” risale all’aprile del 2010. Dopo una serie di segnalazioni, prevenute anche dagli stessi cittadini della zona, è stata svolta dai carabinieri di Marina. Attraverso pedinamenti svolti da personale in abiti civili, e soprattutto, attraverso riprese effettuate di nascosto con le telecamere (a infrarossi), venne filmato un maxi giro di spaccio di cocaina. Ai magrebini si rivolgevano, fin dal pomeriggio, parecchie persone: prendevano gli involucri avvolti nel nylon o nella carta stagnola, e pagavano le dosi. In una ripresa del giugno (sempre di due anni fa) sono filmati nel parco, poco dopo le 19, Arrab Mohamed, Radimi Khalid e altri cittadini marocchini, seduti a terra a chiacchierare. Sul posto arriva poi un connazionale che estrae dalla terra alcuni pacchetti, già preparati, contenenti la cocaina. Gli involucri vengono sotterrati di nuovo, facendo un buco nella terra. Tutte queste operazioni sono state riprese dai carabinieri. E il traffico avveniva sotto lo sguardo di due marocchini (le cui posizioni processuali sono state stralciate) che svolgevano l’attività di pali, lungo tutto il perimetro del parco, pronti a segnale la presenza di forze dell’ordine o di persone comunque sospette.
Dopo aver interrogato alcuni clienti del giro magrebino della coca, che hanno confermato agli inquirenti l’attività di spaccio, e i relativi capi d’imputazione nei confronti dei due marocchini. Il giudice Ferri li ha condannati. Non è prevista la sospensione condizionale della pena.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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