Il Tirreno

«Chiediamo garanzie sulla succursale»

«Chiediamo garanzie sulla succursale»

I genitori ieri in assemblea all’Artistico. Una mamma: vorremmo conoscere la documentazione tecnica

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di Cinzia Carpita

CARRARA

La succursale del liceo Artistico è ancora chiusa per i danni del terremoto. Secondo fonti della Provincia, occorrono interventi abbastanza veloci che dovrebbero consentire nel giro di una decina di giorni la riapertura della scuola, ma ieri mattina si è svolta nella sede principale un’assemblea fra i rappresentanti dei genitori, alunni e la preside che ha aggiornato sulla situazione causata dal terremoto che da sabato scorso ha indotto a sospendere le lezioni per i 200 alunni (sul totale di 800 dell’istituto) della succursale di via Sarteschi dichiarata inagibile.

Da ieri comunque le due classi quinte sono state sistemate nella sede principale, per non far perdere troppe lezioni ai ragazzi che devono sostenere l’esame di fine anno.

Ma circa 150 sono ancora senza aule. Si cercano locali capienti, e fra le ipotesi pare ci sia anche quella di un eventuale utilizzo di un palazzo privato vicino alla succursale. Si parla anche di locali all’istituto Tacca, di locali comunali e di altre scuole.

Ma da parte dei genitori e degli studenti che ieri erano in assemblea è stato espresso il timore per lo stato generale della succursale, tanto che i genitori (che hanno anche raccolto firme) chiedono maggiori garanzie. Stefania Devoti, una rappresentante di istituto per i genitori, spiega che è stato chiesto ai vigili del fuoco di svolgere verifiche, ma per questioni di competenze dovrebbe essere la Provincia a fare tale richiesta.

«Intendiamo capire quali sono le condizioni della succursale. Se basteranno dieci giorni per rimetterla in sicurezza. Diciamo che la nostra idea al momento è di non rimandare i nostri figli in quella sede perché attendiamo di conoscere documentazioni e certificazioni tecniche, poi valuteremo». Non viene esclusa una commissione di genitori.

Alcuni studenti che frequentano la succursale, dicendo di esprimere anche il pensiero degli altri, sostengono di non sentirsi molto tranquilli in quella sede. «Chiediamo di poter riprendere le lezioni in una scuola sicura».

Così, da una parte, ci sono i timori che dopo il recente terremoto si sono acuiti nei ragazzi che frequentano la succursale e nelle loro famiglie che chiedono ulteriori garanzie; dall’altra c’è il problema impellente di trovare aule ai ragazzi che ora non possono fare lezione.«L’Artistico necessita di aule particolari per i corsi, e nell’immediato di locali per i ragazzi della succursale chiusa, che non siano troppo distanti dalla sede centrale, per i professori che devono fare lezione da entrambe le parti», specifica una mamma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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