Il Tirreno

«Scuola non sicura» e i ragazzi scioperano

«Scuola non sicura» e i ragazzi scioperano

Scala d’emergenza inutilizzabile al Meucci, gli studenti chiamano i pompieri “Qui rischiamo la vita”. Stamani corteo e protesta a Palazzo Ducale

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di Claudio Figaia

MASSA

I ragazzi alla sicurezza ci pensano da soli. La scala di emergenza è chiusa, su pareti e soffitti ci sono crepe “sospette”, gli estintori, forse, non funzionano. Così chiamano loro i vigili del fuoco per un sopralluogo e poi decidono che no, la loro scuola non è sicura. Ed escono in massa dalle aule.

Succede all’Iti Meucci, maxi istituto da oltre 700 alunni, dichiarato dai tecnici della Provincia “agibile” dopo il terremoto di venerdì scorso.«Sarà anche agibile, ma non è sicuro: se dovesse esserci un’emergenza, come faranno a uscire dalla scuola centinaia di studenti senza quella scala di emergenza?» chiedono i ragazzi.

La scala in questione è inutilizzabile perchè interessata da lavori di ristrutturazione a cura della Provincia. Si tratta di manutenzione ordinaria al sottoscala, niente di esagerato. Solo che sono iniziati oltre due mesi fa e non sono ancora finiti.

Gli studenti si aspettavano che, dopo il sisma, quella via di fuga essenziale sarebbe stata ripristinata. Non era così: ieri mattina sono tornati a scuola e hanno trovato tutto come prima. Anzi, hanno trovato crepe su muri e soffitti e frammenti di intonaco caduto a terra in più. «Non solo – raccontano i ragazzi – un pezzo di un controsoffitto in alluminio si è staccato ed è finito in testa a un nostro compagno. Non si è fatto nulla, per fortuna, ma è chiaro che si tratta di un avvertimento».

E’ stato Simone Sarti, studente di quinta a chiedere l’intervento dei pompieri. E assieme a Mauro Parenti, rappresentante d’istituto, li ha accompagnati in un giro per l’istituto. «Ai pompieri abbiamo fatto notare che ci sono anche estintori che non funzionano, maniglioni delle porte di sicurezza che mancano e a loro volta i vigili ci hanno fatto notare che anche finestre e infissi non sono a norma», dice Parenti.

Soprattutto, però, è la questione della scala d’emergenza inagibile a fare scattare la protesta. «Abbiamo fatto esercitazioni nel passato e in tre minuti il piano che abbiamo seguito consentiva a tutti le 800 persone dell’istituto (compresi insegnanti, bidelli, segretari ecc.) di mettersi al sicuro all’esterno dell’edificio. Ma ora devono spiegarci come si possa fare altrettanto utilizzando una sola scala. Ci sarebbe un caos, si rischierebbe una tragedia», dicono indignati gli studenti.

Il preside Giovanni Perfetti allarga le braccia: «Per quanto mi hanno assicurato i tecnici della Provincia, la scuola è sicura. Se poi i ragazzi la pensano diversamente... Io, comunque, un piano di evacuazione alternativo l’ho consegnato ai vigilii del fuoco». «Tutti i torti gli studenti non li hanno», aggiunge un docente che segue la conversazione. «Certo che quei lavori fossero stati completati prima», aggiunge un altro.

Lo “sciopero” per la sicurezza intanto, non si ferma. In una specie di assemblea improvvisata nel cortile davanti alla scuola, i ragazzi decidono di continuare la protesta.Stamani saranno a Palazzo Ducale, in Provincia, a fare sentire la loro voce.

E in Provincia, ieri pomeriggio, un vertice per stabilire che fare. Decidono i tecnici dei vigili del fuoco: svuotare 4-5 aule e spostarle altrove, solo così il piano di evacuazione tornerà efficace.

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