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FIVIZZANO

Ripresa l’attività nelle due cartiere rimaste senza gas

Ripresa l’attività nelle due cartiere rimaste senza gas

FIVIZZANO Il gas metano è tornato nelle due cartiere fivizzanesi. E così la San Lorenzo di Gassano, dopo 11 giorni di fermo, ha potuto riprendere la sua attività. La Europaper di Pian di Molino...

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Il gas metano è tornato nelle due cartiere fivizzanesi. E così la San Lorenzo di Gassano, dopo 11 giorni di fermo, ha potuto riprendere la sua attività. La Europaper di Pian di Molino invece aveva ripreso la produzione venerdì scorso ricorrendo al servizio a pagamento dei carri bombolai. Le due cartiere ora dovranno lavorare a pieno ritmo per recuperare i giorni di inattività per soddisfare le forti richieste di fornitura da parte delle altre aziende che fanno parte della filiera della produzione di materiale cartaceo a uso commerciale.

Il direttore della San Lorenzo Diego Parvoli tira un sospiro di sollievo «ringraziamo quanti si sono prodigati, in primis il sindaco Paolo Grassi, per risolvere in tempi rapidi la questione. Ora dobbiamo darci da fare per recuperare nel corso dell’anno i giorni che abbiamo perso».

Stesso discorso è per l’Europaper che per non rischiare di perdere clienti aveva deciso di ricorrere sborsando un sacco di soldi alla fornitura di gas attraverso i carri bombolai. Il direttore di quest’ultima Giuseppe Poli e il collega Parvoli da noi sollecitati non entrano nei dettagli della richiesta di risarcimento danni. Il blocco della produzione a causa dell’incidente avvenuto al metanodotto di Tresana è inutile nasconderlo ha provocato enormi danni alle due aziende che hanno commesse in Italia e all’estero. È facile dunque che la cifra che i legali delle due aziende chiederanno alla Snam sarà di alcune centinaia di migliaia di euro. E naturalmente soddisfatti per la ripresa della produzione sono i 33 dipendente dell’Europaper e i 23 della San Lorenzo che in questi giorni di blocco dell’attività capendo la situazione a turno si sono riposti in ferie cominciando con chi ne aveva di più. Per loro, se la situazione fosse perdurata, si sarebbe prospettata la cassa integrazione.

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