Trasporti
Multe per le targhe dei motorini
Scattano le sanzioni per chi non ha provveduto a sostituirle: un altro balzello da 50 euro
di Melania Carnevali
MASSA
Il codice della strada lo prevede da più un anno: tutti gli scooter cinquantini devono avere le targhe grandi a sei cifre. Fino ad ora nessun controllo, ma, dal 13 febbraio, scatteranno le multe.
È quanto previsto dalla legge 120 del codice della strada modificata nel 2010 secondo cui, a partire dal giugno dell’anno scorso, sarebbero dovute iniziare le operazioni di “ritargatura” di tutti gli scooter, ad eccezione di quelli immatricolati dopo il 2006 con la targa grande, quindi già conformi. Il contrassegno di identificazione, ossia il vecchio targhino esagonale a cinque cifre, e il certificato di idoneità tecnica (il librettino), devono essere sostituiti da una vera e proprio targa, quadrata, grande e a sei cifre, e un certificato di circolazione, abbinati unicamente al veicolo, proprio come le auto e le moto.
L’operazione di omologazione è stata cadenzata, in questo anno e mezzo, in quattro scaglioni in base alla prima cifra della targa (0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, A), terminando, nella teoria, il 28 novembre scorso, ultimo dei termini assegnati dal ministero delle Infrastrutture per mettersi in regola. A partire da metà febbraio il vecchio targhino perderà completamente valore e chi ancora non avesse provveduto al cambio rischia una multa fino a 519,67 euro. In Provincia, dei migliaia di ciclomotori circolanti, sono pochi quelli ancora con il vecchio targhino.
«Più o meno – fa sapere Claudio Mori, direttore della Motorizzazione – hanno provveduto tutti a cambiare la targa rispettando le scadenze previste». Ci sono però i soliti ritardatari ma non dovrebbero essere più di qualche centinaia. Il ritardo di alcuni ciclomotoristi, tuttavia, può essere dipeso proprio dal costo della ritargatura. L’operazione, infatti, non è gratis. Per ottenere la nuova targa, il ciclomotorista, dovrà spendere circa 50 euro: 9 euro per il costo della pratica di reimmatricolazione, 12,48 euro per l’acquisto della targa materiale e 29,24 euro per l’imposta di bolla. Costo che, dopo l’aumento della benzina, va a pesare nelle tasche dei ciclomotoristi, in un momento già di per sé poco favorevole per le finanze individuali. Non è ancora possibile avere un dato preciso sui ciclomotori circolanti con targhe già omologate e su quanti ancora da omologare, dal momento che la motorizzazione provinciale non possiede un database che contenga questo tipo di informazioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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