Il Tirreno

Oltre 10mila metri quadrati e una posizione invidiabile

Ex Banca Italia, ora spunta un compratore carrarese

Chiara Sillicani
Ex Banca Italia, ora spunta un compratore carrarese

La crisi morde, come poche altre volte e di soldi in giro se ne vedono pochi. Eppure oltre Foce qualcuno con il portafoglio pieno deve esserci eccome. Così pieno da spingerlo a farsi avanti con la Banca d’Italia per comprare il palazzo di piazza Garibaldi

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MASSA La crisi morde, come poche altre volte e di soldi in giro se ne vedono pochi. Eppure oltre Foce qualcuno con il portafoglio pieno deve esserci eccome. Così pieno da spingerlo a farsi avanti con la Banca d’Italia per comprare il palazzo di piazza Garibaldi. Altro che bruscolini, per acquistare quell’edificio di euro ne servono tanti, milioni. La stessa banca, dopo la chiusura della filiale, parlò, e solo come cifra di massima, di 25 milioni. Ha poi corretto il tiro - al ribasso - ma, per chiudere l’affare, servono comunque 18-20 milioni di euro. Che l’edificio sia in vendita non c’è dubbio: basta un click sul sito di Banca d’Italia e la conferma arriva: tra i beni in dismissione c’è anche il palazzo di piazza Garbaldi con tanto di foto. A farsi avanti per l’acquisto una società di costruzioni, legata ad un importante imprenditore carrarese. Avrebbe contattato la Banca d’Italia e, soprattutto, avrebbe affidato a professionisti una due diligence. In parole semplici, uno studio per verificare costi e fattibilità di eventuali progetti.

Certo l’edificio ha tutte le caratteristiche per far gola: centralissimo, in una piazza pedonale, sostanzialmente nuovo e - elemento davvero non da poco - con una quarantina di parcheggi privati. La società carrarese sarebbe al lavoro per sciogliere il nodo centrale della questione: cosa poter realizzare in quell’edificio. Perchè dove, fino al 2008, c’era la sede di Banca d’Italia, possono sorgere - almeno stando agli attuali strumenti urbanistici - soltanto uffici e appartamenti per chi in quegli uffici lavora. Esattamente come accadeva prima della chiusura della filiale. Che farne ora?Beh, il privato - e questa potrebbe essere una prima opzione - compra l’immobile e paga il Comune per ottenere un cambio di destinazione d’uso.

Uffici, negozi e case dove prima c’era una banca. Cosa del tutto regolare: un tot al metro quadro e, considerato che i metri quadri nel palazzo sono oltre 10mila, Palazzo civico si assicura un bel gruzzolo. Soluzione, questa che potrebbe davvero ingolosire in tempi di magra e bilanci stiranchiati. L’ipotesi B, invece, è quella del project financing: un privato compra e realizza le opere, per conto e secondo indicazioni del Comune e lo stesso soggetto gestisce l’immobile fin quando non rientra delle spese sostenute e si assicura un guadagno. Senza dimenticare che una terza opzione esiste: il Comune potrebbe accettare una permuta. Vale a dire: ti concedo il cambio di destinazione d’uso, ma mia assicuro una parte del bene.

Vero però che l’amministrazione punta ora sul “municipio 2” all’ex Intendenza di finanza, non ha certo in mente di acquistare immobili o porzioni. Parola del sindaco Pucci: «Non so nulla di possibili trattative sul palazzo di piazza Garibaldi, io non ne sono stato informato. Noi - aggiunge - avevamo tentato di trattarne l’acquisto, ma i prezzi erano troppo alti e abbiamo optato per l’ex Intendenza». Bene, ora un grosso imprenditore, di quelli che contano davvero si è fatto avanti. La società avrebbe già contattato anche le ultime persone che, per differenti motivi, ancora occupano alcuni appartamenti nello stabile. Un’operazione da 20 milioni di euro che potrebbe significare anche il rilancio della piazza e dell’intera zona che certo non si contraddistingue - soprattutto nel versante monte di Pasta - per cura dell’arredo e decoro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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