Il dolore
Biblioteca di Esperanto: «Qui è vietato studiare»
MASSA “Vietato studiare...” Inizia così la lettera di due studenti frequentatori della biblioteca: Ludovica Matteucci e Damiano Baldassar. I due, vista la chiusura temporanea del 2° piano della...
MASSA
“Vietato studiare...” Inizia così la lettera di due studenti frequentatori della biblioteca: Ludovica Matteucci e Damiano Baldassar.
I due, vista la chiusura temporanea del 2° piano della biblioteca civica dopo il terremoto, si sono detti: c’è un’altra biblioteca, praticamenti inutilizzata, in centro: la biblioteca di Esperanto in via Sforza.
«Siamo andati là, convinti che fossero al corrente dell’emergenza nella Civica. Gli addetti, ignari di tutto (ma non leggono i giornali?) ci hanno risposto che era assolutamente vietato studiare... perchè essendo dipendenti del "ministero dei beni culturali" non potevano fornire il servizio. Inoltre si sarebbe creato "un viavai"...un pericolosissimo, aggiungiamo noi,"viavai di studenti!". Certo, ci saranno problemi tecnici, norme di sicurezza e materiale delicato, ma si trattava solo di affrontare una emergenza... c’è gente che studia fuori col cappotto. Amareggiati, siamo andati alla Provincia proprietaria dell’edificio. Ma praticamente non sapevano neanche l' esistenza dell' edificio... Non abbiamo più parole».
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