Sicurezza
Quel palazzo fa gola rischia la chiusura l’istituto d’arte Palma
Calano gli iscritti (solo 160 quest’anno) salgono i timori Parrini: nessun pericolo, ma l’immobile non è nostro
di Claudio Figaia
MASSA
Studenti in calo, un’identità un po’ incerta – un liceo?, un istituto tecnico? – la concorrenza dell’Artistico Gentileschi di Carrara e dell’istituto Stagi di Pietrasanta. Succede così che l’istituto statale d’Arte “Felice Palma” – con i suoi due secoli di vita, la più antica scuoladi Massa – si ritrova in crisi. Non è infrequente che le scuole superiori, attraversino ciclicamente periodi di forte diminuzione di studenti .Ma per il Palma sembra ci sia qualcosa di più e sull’ottocentesco palazzo di via delle Mura Sud qualcuno già vede stagliarsi lo spettro della chiusura. Con conseguente “deportazione” di ragazzi e insegnanti in altre sedi.
«Le voci che raccogliamo dentro e fuori la scuola sono tante e tutte pessimistiche. Qualcuno sostiene che già è tutto deciso e che si aspetta soltanto la fine di quest’anno scolastico per decidere dove trasferire il Palma», dice preoccupato Paolo Ramagini, presidente dell’Isa (Italian Spirit of Art), associazione formata da ex studenti del Palma impegnata nel non facile compito di ridare impulso alla vita culturale cittadina e anche in quello – che si prospetta non meno agevole – di salvare l’istituto d’arte massese.
Il fatto è che il palazzo sede del Palma è diventato troppo grande per la sua popolazione scolastica: 160 gli iscritti quest’anno, in netto calo rispetto agli anni precedenti. E, dunque, in una prospettiva di contenimento dei costi e di razionalizzazione delle politiche scolastiche, l’istituto potrebbe essere trasferito in altre sedi, magari in scuole che hanno a disposizione aule per i corsi d’arte. «Il che sarebbe la fine della storia del Palma», dice Ramagini.
Ad alzare il livello dei timori di chiusura c’è poi un’altra questione. L’edificio è di proprietà del Comune (mentre la maggior parte degli immobili che ospitano gli istituti superiori sono della Provincia). E in municipio non si fa mistero che avere a disposizione quel palazzo, in centro e a meno di 50 metri dalla sede principale sarebbe un’opportunità non da poco.
Lo stesso sindaco Roberto Pucci, in una polemica con il Pd e la Provincia, lo aveva detto. Ai Democratici che lo incalzavano affinchè acquistasse all’asta il palazzo di via Cavour messo in vendita dalla Provincia (per trasferirvi gli uffici del palazzo ex Enel e metter così fine al presunto scandalo dell’operazione che portò a prendere in affitto quei locali), il primo cittadino rispose più o meno: “La Provincia, piuttosto, utilizzi il palazzo di Via Cavour per trasferirvi il Palma e ci restituisca, così, spazi preziosi per la nostra attività». Una battuta o poco più. Sufficiente, però, ad accrescere le preoccupazioni dei difensori del Palma.
«Nessuna chiusura in vista, non ci sono valutazioni in questo senso, il Palma non è in pericolo», dice però Raffaele Parrini, assessore alla Pubblica istruzione in Provincia. «Negli anni scorsi – prosegue –si è creato un polo artistico che comprende Palma, scuola del Marmo Tacca e liceo artistico Gentileschi a Carrara. L’istituto massese è un cardine di questo polo e seppure ha registrato una flessione degli iscritti, la sua chiusura non è in discussione». Parole chiare, quelle di Parrini.
A cui , tuttavia, l’assessore affianca un ragionamento che non lascia del tutto tranquilli i difensori del Palma: «La Provincia ha oggi in carico 34 edifici scolastici. Un peso economico e gestionale che non può sopportare ancora. Quindi, occorre razionalizzare, investendo sugli edifici di proprietà della Provincia e restituendo ai Comuni o ad altri enti, le loro proprietà. Ovvio, però, che prima di fare questo occorre trovare una sede alternativa per quelle scuole». Come dire: per il Palma il futuro non è sereno.
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