Finanza
Una parrocchia senza chiesa
Chiusa anche Santa Lucia, la messa si celebra nel salone dell’asilo
MASSA
Giuseppe, il sacrestano, corre da una parte all’altra della sacrestia, a San Martino.
I fedeli aspettano il suo via libera: tovaglie, ampolle, candelabri, abiti sacri. Tutto all’asilo del ponte. La messa stamani si celebra lì, nel salone. Perchè Don Lorenzo non può “parlare” con i suoi fedeli neanche nell’altra chiesa della parrocchia, quella di Santa Lucia. Anche quella è inagibile. Entri ed hai l’impressione che danni gravi non ce ne siano: solo qualche calcinaccio, ma niente polvere e soprattutto niente macerie. Riesci quasi a sentire l’odore di pulito, quello nitido, che senti solo nelle chiese. Eppure anche lì le crepe ci sono, evidenti, vicino all’altare in particolare. Ma un po’ tutto il soffitto dà segni di debolezza. Del resto quella chiesetta ha il tetto malmesso: è stata risistemata, seppur con pochi interventi, negli anni ’80 e da allora più nulla.
Crepe anche nel salone, quello in cui da tutta la città, il 13 dicembre, in occasione della festa di Santa Lucia, arrivano decine di persone per gustarsi i bollenti. Una chiesina che esiste dal 1400, la villa del colle era chiamata. Perchè il paese di Santa Lucia sorge sui primissimi accenni della montagna. Adesso anche quell’edificio, simbolo di identità, è inagibile. E da Santa Lucia e Borgo del Ponte, la domenica si va a messa nel salone dell’asilo.
«Durante la settimana - spiega Don Lorenzo - celebreremo, invece, nella sacrestia, siamo stati autorizzati. Soprattutto per evitare spostamenti ai fedeli più anziani». Così all’improvviso il cuore antico di Massa non ha più neanche una chiesa. (c.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google