Il dolore
«Ma ci voleva anche la serrata dei negozi»
Marosa Corradi del Ccn di Marina: da trent’anni faccio questo lavoro, mai visto un periodo così nero
CARRARA
«Ci voleva la serrata. Con i negozi chiusi la protesta avrebbe avuto ancora più forza».
Lo dicono, prima di entrare alla riunione in Camera di Commercio, le rappresentanti del Ccn di Marina, Alida Vatteroi, la presidente, e Marosa Corradi, la vice. Ma oggi sono qui come commercianti, a far sentire la voce del settore. Accanto a loro Nando Guadagni, voce di Confesercenti ma anche negoziante storico del settore delle calzature.
«La manifestazione ha avuto una grandissima adesione - ripete la Corradi - Peccato che qualcuno non ha potuto essere presente perchè impegnato in negozio. Ed è proprio per questo motivo che, forse, una serrata, avrebbe consentito non solo di avere ancora più adesioni, ma anche di dare un segnale ai cittadini che avrebbero trovato gli esercizi commerciali chiusi».
Dal commercio la denuncia della crisi è pesante: «Parliamoci chiaro - afferma la Corradi, da anni titolare della boutique Marosa pelle in centro a Marina - non è che chiudendo un paio d’ore la mattina si sarebbe perso qualcosa. Ormai, con le difficoltà che ci sono, i soldi li spendiamo sì ma noi, quelli della luce per tenere aperti i nsotri esercizi. Sono trent’anni che faccio questo lavoro: un momento così duro non lo ricordo».
Ma non è solo il mondo del commercio che si alza il grido di dolore. Dall’edilizia i segnali sono di un settore in estrema difficoltà.
«Bisogna dirlo chiaro - sottolinea Enrico Ballini, imprenditore edile - la situazione è drammatica. C’è meno lavoro nel privato, dove le ristrutturazioni sono bloccate, ma anche nel pubblico non ci sono sfoghi. Siamo in grossa difficoltà e, ora scopriamo anche che il nostro denaro costa e di più, così ci tagliamo le gambe anche fuori dalla provincia. Con queste difficoltà legate al credito, noi non siamo competitivi, gli altri partono avvantaggiati».
Un’altra voce della crisi arriva dal settore dell’autotrasporto.
«Per la prima volta sarò costretto a ricorrere alla cassa integrazione - spiega Giancarlo Poggi, autotrasportatore con un’azienda e nove dipendenti a Carrara - Noi siamo legati al settore del marmo, facciamo container scarrabili di derivati della lavorazione. E ora di lavoro non ne abbiamo davvero più». (a.v.)
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