Il Tirreno

Dopo le scuole, sbarrate 11 chiese

Dopo le scuole, sbarrate 11 chiese

Ancora tanta paura per le scosse di terremoto che hanno colpito tutta la Lunigiana

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MULAZZO

Tante le chiese che, per precauzione più che per gli effetti del terremoto, sono state chiuse e perciò nella giornata festiva di oggi non potranno ospitare le celebrazioni della Messa.

La Protezione civile, seguendo l’input lanciato dal prefetto Franco Gabrielli, ha deciso di non correre rischi, di fatto invitando i sindaci dei Comuni interessati a ordinare la chiusura degli edifici in questione, permettendo così più accurati controlli da parte dei vigili del fuoco e degli organi preposti a tale scopo.Dopo la serrata imposta, già dalla giornata di venerdì scorso, alle chiese di Ceserano e Vico di Bagnone, ieri si sono aggiunte quelle di ben 8 chiese di Mulazzo e una di Villafranca, a Malgrate

SALA OPERATIVA. A seguito del terremoto di magnitudo 5,4 delle 15,53 di venerdì scorso, la sala operativa provinciale della Protezione civile è stata immediatamente aperta per raccogliere le segnalazioni più significative.

Ieri mattina è proseguita la raccolta di eventuali segnalazioni di rilievo: la maggior parte sono state effettuate presso i singoli Comuni. In accordo con il coordinamento regionale prevenzione antisismica, sono iniziate, con l’impiego di tecnici della Provincia, Genio civile e Comuni le operazioni di controllo e verifica sulla base delle segnalazioni ricevute e, in via prioritaria, sui luoghi di maggior concentrazione di pubblico, come scuole e chiese.

QUI FIVIZZANO. E stata una notte insonne per molti fivizzanesi quella di venerdi a causa della forte scossa del pomeriggio. Pensiero comune di tanti era quello infatti che l’evento sismico potesse ripetersi nella notte così in tanti hanno dormito con i vestiti pronti ad una precipitosa fuga, chi ha dormito sul divano, alcuni hanno anche abbandonato le proprie case del centro storico per recarsi da parenti. Ieri mattina

gli addetti dell’Ufficio tecnico comunale con i colleghi della Provincia hanno eseguito un’accurata verifica si tutte le strutture scolastiche del territorio non riscontrando nulla di anomalo così che lunedì mattina, dopo lo stop di sabato, le lezioni riprenderanno regolarmente.

Il Coc (centro operativo comunale) e il Coi (centro operativo intercomunali) sono rimasti aperti tutta la notte e resteranno in funzione anche nella giornata di oggi a scopo precauzionale.

Nella giornata di ieri sono proseguiti anche i sopralluoghi nella varie frazioni da parte di carabinieri, polizia locale e volontari della protezione civile della Fir.Ser.Cb. che non hanno rilevato grosse problematiche causate dalla scossa di terremoto.Il Coi fivizzanese si è mantenuto anche a stretto contatto con gli altri centri operativi della Protezione civile della Fir. Ser.Cb. sparsi in tutta la Lunigiana per fare di ora in ora il punto della situazione. L’argomento terremoto ha tenuto banco anche sulle bacheche virtuali di Facebook dove molti fivizzenesi e lunigianesi in generale hanno condiviso commenti sull’accaduto.

C’è chi ad esempio ha detto di pregare per San Francesco da Paola protettore dei terremoti, chi sosteneva che avrebbe dormito all’esterno della casa ricordando anche il periodo funesto: alluvione, esplosione al metanodotto e terremoto. Un normale intervento del 118 per un malore è stato messo erroneamente in relazione con la scossa.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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