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Censimento, mancano 7mila schede

Censimento, mancano 7mila schede

C’è tempo fino a martedì per consegnare i questionari, multe fino a 2mila euro a chi si rifiuta di rispondere

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MASSA

Ultimi giorni per la consegna dei questionari di rilevazione dati del censimento, ma mancano all’appello almeno 7.400 schede.

Martedì, ultimo giorno di gennaio, scade il termine per la consegna dei questionari di rilevazione dati per il 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni. Il lavoro dei rilevatori e della macchina comunale che si sta occupando dell’operazione, tuttavia, non finirà con questo stop.

C’è ancora un buon 15% di questionari non pervenuti e, dunque, ci sarà ancora una fase di individuazione e recupero dei ritardatari e dei distratti.

A questo proposito l’amministrazione civica comunica che coloro che non hanno ancora provveduto alla riconsegna dei questionari devono e possono ancora farlo usando i soliti canali. Cioè possono inviarlo via web da casa o presso i Centri di Raccolta con l'aiuto dei rilevatori. Oppure, possono consegnarlo a mano ai centri di raccolta comunali (Palazzo Comunale, Via Petrarca, Marina di Massa presso il punto di certificazione anagrafica). O ancora, portarli agli Uffici postali.

Tutto questo, però, fino al 31 gennaio quando gli uffici postali non raccoglieranno più i questionari.

Via web, invece, potranno concludere le operazioni solo i cittadini che hanno avviato la procedura entro il termine (31 gennaio, appunto).

L’ufficio comunale censimento a primo piano di palazzo civico resterà comunque attivo per le operazioni ancora in corso ad opera dei rilevatori incaricati per il censimento sul territorio comunale.

E saranno proprio i rilevatori ad andare presso le famiglie che non hanno ancora risposto per aiutarle nella compilazione dei questionari.

In base ai dati finora raccolti, aggiornati a giovedì scorso, sui 31.179 questionari “teorici” presenti nelle Liste Anagrafiche di censimento comunali, ne sono stati riconsegnati 26.805.

Il 30,96% è stato compilato via Web dai cittadini a casa o presso le sedi comunali con il supporto dei rilevatori; il 22,35% è stato consegnato ai centri comunali di raccolta; il 4,71% è stato ritirato dai rilevatori direttamente presso le famiglie mentre il 26,79% presso gli uffici postali. In totale è stato riconsegnatol’84,81% de questionari. Il numero totale di questionari è però più alto: 34.266. E questo perchè l’Istat integra il “teorico” dell'anagrafe comunale di 31.179 questionari (cioè il numero stimato di nuclei famigliari da censire) con una propria copertura del campione da censire sul territorio che è un po’ più alta.

Rispondere al censimento (così come fornire risposte veritiere) è un obbligo sancito dalla legge. Chi non lo fa può essere multato: da 200 a oltre 2mila euro le sanzioni previste dopo accertamenti che stabiliscano che il cittadino si è consapevolmente rifiutato di rispondere.

A proposito, i primi risultati sulla rilevazione si avranno in marzo, ma le statistiche Istat saranno concluse solo nel 2014©RIPRODUZIONE RISERVATA

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