Il Tirreno

Terrore e scuole evacuate

Terrore e scuole evacuate

Pontremoli ha vissuto il momento peggiore perchè vicina all’epicentro del sisma

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di Andrea Bonatti

PONTREMOLI

Tanta paura, ma fortunatamente danni contenuti. La situazione peggiore a Pontremoli, una manciata di chilometri dall’epicentro del sisma che ieri alle 15.53 si è propagato da Berceto in provincia di Parma a tutto il Nord Italia. Interessato in particolar modo il centro storico, soprattutto gli edifici più antichi, dove la gente si è riversata fuori da case ed uffici e si è spostata in strada.

«Abbiamo immediatamente evacuato le scuole e attivato il Centro operativo comunale della Protezione civile - spiega il sindaco Lucia Baracchini - e i Vigili del fuoco stanno provvedendo ad una serie di sopralluoghi per avere il quadro della situazione in mano. Via Cavour è stata chiusa al traffico anche pedonale perché vi sono detriti di alcuni comignoli e cornicioni caduti da alcuni palazzi, e dovremo controllare i tetti uno ad uno per sincerarci che non vi sia niente di pericolante. In generale comunque vi sono lesioni in più di un edificio compreso il palazzo comunale».

Il consiglio comunale che doveva tenersi ieri sera è stato rimandato, e le scuole resteranno chiuse finché non si avrà la certezza di poter far tornare gli alunni in sicurezza.

«La riapertura - conferma Michele Lecchini - sarà decisa solo quando avremo la certezza che le condizioni sono di massima sicurezza».

A Bagnone e Zeri non si segnalano danni particolari, ma qua a preoccupare sono soprattutto le frane eredita delle ultime alluvioni che dovranno essere attentamente monitorate per capire se e come il terremoto ha inciso sulla progressione degli smottamenti.

«Sì da noi le scuole sono a posto - conferma il sindaco di Zeri, Davide Filipelli - e in generale a Patigno non vi sono criticità, ma ovviamente i ragazzi sono stati fatti subito uscire dall’edificio e abbiamo deciso di portarli a casa per precauzione. Poi i vigili del fuoco ci hanno rassicurato sulla salute della costruzione, e comunque da noi il sabato non è giorno di scuola. Penso che da lunedì tornerà tutto normale a meno che gli ulteriori controlli di questi giorni non suggeriscano altrimenti». Anche a Mulazzo i controlli hanno fatto tirare un sospiro di sollievo: «Non abbiamo ricevuto alcuna telefonata di emergenza - illustra il sindaco Sandro Donati - e quindi abbiamo mandato le squadre a fare verifiche sulle frane in atto. Certo che l’epicentro era piuttosto vicino, proprio sulla nostra direttrice».

A Bagnone infine la scuola primaria rimarrà aperta, essendo stata adeguata sismicamente di recente e messa in funzione nel settembre scorso: «La scuola è il luogo più sicuro del Comune oggi - sottolinea il sindaco Gianfranco Lazzeroni - ma la scossa è stata avvertita chiaramente. Al momento non risultano danni seri da nessuna parte, ma per una verifica approfondita serviranno anche le prossime giornate. Qualche crepa in una chiesa e niente più».

Licciana Nardi. Nelle vecchie case del borgo, nel centro storico del capoluogo, i pochi abitanti rimasti si sono presi un bello spavento dato che gli effetti della doppia scossa di terremoto sono stati amplificati dal fatto che tutte le case sono attaccate una all’altra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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