Trasporti
La terra trema, è panico
Da Pontremoli a Montignoso tutti fuori di casa. Crepe nei muri
di Chiara Sillicani
MASSA
Un giorno come un altro: ingoi un boccone in fretta, prepari due cose per la cena e corri al lavoro. Piove e in ufficio ti senti un po’ come a casa: alsicuro. Due chiacchiere, qualche risata. Normalità. Poi tutto si interrompe, in un rumore sordo e cupo. Tutto trema. Alle 15 e 53 trema il pavimento, tremano i muri, tremano gli oggetti. Tremiamo noi, come foglie.
Il silenzio sembra tornare, la terra calmarsi. Finito. Ritroviamo un centro di gravità permanente. Ma è un attimo, la terra si muove ancora, più forte, molto più forte. Un’onda, da 5,4 gradi. Fa rumore. Nei muri si disegnano, come fulmini in cielo, crepe nette. Sguardi atterriti e l’incubo scale. Poi una corsa irrazionale e senza pensiero. Solo paura e siamo tutti per strada. Un mondo su una striscia di asfalto. Un’intera città, un’ intera provincia lascia le proprie case. Il sindaco Pucci corre verso il Comune e - occhio tecnico dell’ingegnere - fa un primo controllo: guarda negli scantinati, quelli su cui grava il peso maggiore. Tutto a posto e si rasserena: «Se le crepe non sono lì, possiamo tirare un sospiro di sollievo». Sono, però, a Palazzo Bourdillon, in biblioteca (poi chiusa), al teatro Guglielmi. A Borgo del Ponte le crepe si aprono e tranciano la volta della Chiesa, due donne fuggono e si salvano per miracolo. E’ il momento in cui pensi a casa, ai parenti, agli amici: i cellulari a Massa sono in tilt. Anche quelli degli operatori del 118. Persone svenute, bambini nel terrore. Il terremoto torni. Tornerà, due volte, tra le 16 e le 16,24 ma solo i sismografi se ne accorgeranno. Panico in ogni strada, dal cuore di Carrara a Pontremoli, a un tiro dall’epicentro nel parmense. A Pontremoli, in via Cavour piovono detriti, cornicioni e comignoli sembrano di burro. A Fivizzano un anziano si ferisce mentre tenta di fuggire da casa. Il centro storico di Carrara è in tilt. Crepe evidenti si aprono in casa di due anziani, il Comune li invita a chiedere ospitalità. A Fosdinovo evacuata una famiglia. Lesioni nelle chiese di Ceserano (Fivizzano) e Vico (Bagnone).
Poi scende il buio. Difficile lavorare per i tecnici, monitorare edifici, versanti montani (già messi alla prova dalle frane), scuole. Ci penseranno stamani: alunni a casa e vigili del fuoco e protezione civile al lavoro per non farsi scappare neppure una crepa. E ridare un po’di serenità.
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