Trasporti
Crolla una volta a San Martino
A Borgo del Ponte due fedeli sono salve per miracolo Inagibile anche la chiesa di S. Lucia. Il racconto dell’organista
di Chiara Sillicani
MASSA
Quella chiesa sospesa tra il cuore di Massa, il suo borgo più antico e il fiume. Luogo di preghiera e di identità. Guglielma lì si sente a casa, sicura. Lì ogni giorno, da 30 anni, alla stessa ora, sulla stessa panca rivolge un pensiero a Dio. Anche ieri e forse è quel pensiero a salvarla.
Un boato e in una volta della chiesa di San Martino, a metà navata, si apre una breccia. Davanti agli occhi di quell’anziana, inerme e piena di fede.
Guglielma prega, Barbara Morelli accompagna la sua preghiera con un sottofondo musicale. Quarantasei anni, maestra, diplomata pianista al conservatorio, frequenta la scuola diocesana. E’ in chiesa a San Martino per perfezionare l’abilità delle sue mani sull’organo. All’improvviso la terra trema e sopra la terra c’è anche la placida chiesa di San Martino: «Ho sentito sobbalzare sotto i miei piedi, stavo suonando l’organo dietro l’altare, ho corso». Una navata che diventa lunga chilometri: «Quando sono arrivata a metà, ho sentito un rumore violento, mi ha avvolto una nube bianca». Calcinacci e polvere e Barbara non riesce neppure più a vedere Guglielma, forse l’ha superata: «L’avevo vista di fronte a me, avevo l’impressione che fortunatamente si trovasse oltre la volta. Non so come io sia arrivata all’uscita, sentivo la chiesa crollare alle mie spalle, avevo l’impressione terribile che il crollo mi seguisse». Come il fiato di un nemico sul tuo collo.
All’aria aperta Barbara riprende coscienza, la paura le imbianca il volto, la polvere gli abiti: «Mi sono resa conto che ero incolume, ma ero e sono ancora adesso sconvolta, terrorizzata, no so se riuscirò a dormire stanotte e se avrò mai il coraggio di tornare in quella chiesa». A mettere le mani abili sull’organo di San Martino.
Due donne insieme davanti alla chiesa. Sconvolte. Due donne vive per miracolo. Un miracolo che è stampato in quello scorcio aperto nella volta di San Martino, la chiesa storica di Borgo del Ponte.
Proprio dove il campanile incontra il tetto. Forse la torre, più fragile, vacilla, ondeggia a destra e sinistra. Si flette, ma non cede: per rimanere “in piedi” si appoggia alla chiesa. Sperando che il tetto ce la faccia. Una volta, però, non regge: uno squarcio da cui intravedi il cielo. Un’immagine che non ha, però, alcun contorno poetico.
E’ ferito un edificio del 16esimo secolo, un luogo di culto. I vigili del fuoco fanno un sopralluogo e non hanno dubbi: chiesa inagibile. Il tetto cede e finisce a brandelli sulle panche, lato fiume. La navata è invasa da intonaco, calcinacci e polvere.
Guglielma dovrà rinunciare alla rassicurante ritualità trentennale della preghiera pomeridiana. Borgo del Ponte è una parrocchia senza chiesa. Certo, c’è anche quella di Santa Lucia, ma è piena di calcinacci: «Non ci siamo addentrati - raccontano in parrocchia - i vigili del fuoco hanno fatto un sopralluogo». E l’hanno dichiarata inagibile. Almeno per ora. I fedeli non hanno un luogo in cui incontrarsi, pregare, celebrare messa. In cui suonare e ascoltare l’organo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
