Il Tirreno

Scarseggia la verdura ma i prezzi sono stabili

Melania Carnevali
Scarseggia la verdura ma i prezzi sono stabili

Al mercato all’ingrosso Le Jare hanno mandato in ferie i dipendenti. Nei negozi al dettaglio autonomia limitata a pochi giorni per la frutta

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Da quando la protesta degli autotrasportatori ha incominciato a svuotare gli scaffali dei supermercati, c’è un solo pensiero che preoccupa il mercato: l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.

È, più o meno, la stessa logica che governa i periodi di carestia: meno il prodotto è disponibile, più aumenta il suo prezzo. Ma i venditori massesi di frutta e verdura, per ora, non ci stanno.

I ripiani si stanno svuotando, ma i prezzi rimangono invariati.

«Non si può vendere le zucchine a 7 euro al Kg solamente perché ce ne sono poche: il prezzo rimane lo stesso. E quando sono finite, sono finite». Parla così Guido Del Sarto, responsabile del mercato ortofrutticolo all’ingrosso “Le Jare”, guardando i suoi pochi dipendenti rimasti al lavoro. «Noi – spiega Guido – abbiamo preferito mandare in ferie i dipendenti, dal momento che non c’è lavoro».

E in effetti di lavoro, lì, non ce n’è tanto. I rifornimenti non arrivano da tre giorni e sono poche le cose da fare. La verdura è completamente finita. Mancano anche le arance, i mandarini e tutti i prodotti provenienti dalla Sicilia. Tra gli scompartimenti del mercato si vedono solo tante mele, cipolle e qualche sacco di legumi.

Ma anche i venditori al dettaglio non se la passano bene. I rifornimenti di zucchine, finocchi, arance da spremuta e cavolfiore sono interrotti da una settimana e incominciano propriamente a scarseggiare. Altri generi che si stanno velocemente dimezzando fra gli scaffali sono: patate, melanzane, spinaci, verza, ananas, lattuga, peperoni e mandarini.

Anche se non si può parlare di carestia quindi, sicuramente, frutta e verdura incominciano a mancare nei negozi e tra poco potremmo dover girare in lungo e largo per trovare una spremuta d’arancia.

Tuttavia, per i commercianti, l’ipotesi dell’aumento dei prezzi rimane l’ultima spiaggia.

«Come si fa ad aumentare i prezzi su prodotti che già mancano? – confessa Bertelloni di Fruttissima – Non sarebbe giusto! È vero, però, che stiamo finendo tutto! È da una settimana che non ci riforniscono: ci mancano le zucchine e le arance e di tutta la verdura ci rimangono solo una o due casse. Se domani non interrompono lo sciopero siamo costretti a chiudere».

«Sembra che non manchi niente in negozio – spiega Vita Lamberto, dell’omonimo negozio ortofrutticolo – ma in realtà ho la metà dei prodotti che avevo una settimana fa. Fuori, davanti, alla vetrina avevo il banchetto della frutta, ora è tutto qui dentro. Sto incominciando a finire i finocchi, le zucchine e le arance, ma anche tutto il resto non abbonda».

La situazione è dunque seria ma non disperata a patto che il blocco non si prolunghi a lungo.

Ma blocco sarà anche oggi, come potete leggere in altri servizi sulla pagina di Carrara : gli autotrasportatori annunciano infatti il blocco per stamani anche delle vie per le cave di marmo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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