La manifestazione
RITORNIAMO IN POSSESSO DELLE CAVE
di CINZIA VIOLA Da quello che appare sulla stampa in relazione alla prossima scadenza elettorale amministrativa mi sembra si stia continuando a dare, una rappresentazione della politica lontana dalle...
di CINZIA VIOLA
Da quello che appare sulla stampa in relazione alla prossima scadenza elettorale amministrativa mi sembra si stia continuando a dare, una rappresentazione della politica lontana dalle esigenze dei cittadini. Tutti più protesi e attenti, a sigle e coalizioni più o meno ampie, più o meno spinte in un senso o nell’altro che sulle cose di cui la città ha effettivamente bisogno. L’attuale Amministrazione conclude il proprio mandato elettorale avendo realizzato solo parzialmente il buon programma elettorale che si era data .
Dalle cose non fatte, occorre ripartire e l’attuale quadro politico del centro sinistra appare inadeguato e insufficiente a dare una spinta di cambiamento a questa città apparentemente addormentata.
E’ necessario un tavolo di confronto programmatico che veda senza alcuna aprioristica preclusione coinvolte non solo tutte le forze del centro sinistra ma il maggior numero di cittadini ad un percorso partecipativo di idee per la città, che rimetta al centro della politica “ la partecipazione e riscopra il valore del bene collettivo”. Un punto imprescindibile è la questione Marmo, occorre andare oltre la sia pur importante ripresa delle trattative legate all’incremento tariffario, e ripartire dall’approvazione del Regolamento degli Agri Marmiferi da parte della Regione Toscana (Lg. n°104 /1995 ) e dalla Sentenza della Corte Costituzionale n°488 /95 che hanno rappresentato per la comunità carrarese un punto di svolta alquanto straordinario: Il pieno riconoscimento della proprietà del Comune per quanto riguarda lo sfruttamento degli Agri e la possibilità che attraverso la “regolamentazione delle concessioni” potesse essere recuperata una parte del capitale finanziario che con prassi illegittima “finiva nelle tasche degli imprenditori o nella pratica delle “sub-concessioni”. Conquista resa inefficace da atti deliberativi delle Amministrazioni successive che apportavano modificazioni al Regolamento che di fatto ripristinavano il soppresso sistema Estense. Il principio di temporaneità ritrasformato attraverso il prolungamento della concessione a 29 anni ed il rinnovo automatico delle stesse in principio di perpetuità . Veniva soppressa la commisurazione del canone di affitto rapportato al valore di mercato (Lg.724/1994) consentendo che il titolare della concessione in caso di Società di cui libro V e VI del c.c., potesse trasferire la coltivazione della cava ad un socio esperto anche in virtù di contratti associativi , reintroducendo di fatto la sub concessione, vietata nel Regolamento del 95.
Un primo passo dovrà essere volto all’azzeramento di quelle deliberazioni, al fine di riprendere un percorso concertativo tra le parti in campo che non solo restituisca la proprietà degli agri marmiferi in quanto bene indisponibile ai cittadini di Carrara, ma che dia anche una ricaduta in termini di ricchezza per la città. Occorre ridefinire nuove regole per l’escavazione, prevedere che almeno la metà del materiale escavato sia lavorato in loco.
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