Il Tirreno

Omya chiede la scorta per i camion in uscita

Omya chiede la scorta per i camion in uscita

La polizia li ha accompagnati allo stabilimento fino all’autostrada E intanto altre gomme tranciate a un mezzo pesante di Verona

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di Cinzia Carpita

CARRARA. Camionisti scortati dalla polizia chiamata dall’Omya per consentire agli autisti fermi nel proprio piazzale, di poter ripartire e arrivare senza problemi al casello autostradale di Carrara. Accade anche questo nel nostro territorio, dove la protesta dei Tir è stata sostanzialmente pacifica ma con qualche episodio un po’ movimentato, che ha messo in angoscia i camionisti provenienti dal Nord, che pur solidali con lo sciopero, volevano tornare a casa.

Le rivendicazioni condivise, si sono alla fine scontrate con le esigenze di riprendere il lavoro, con la paura di perderlo (soprattutto da parte di chi è alle dipendenze di ditte di autotrasporto).

Ed è anche questo uno spaccato dell’Italia di oggi, fra crisi, difficoltà ad arrivare in fondo al mese (come alcuni camionisti hanno raccontato al “Tirreno” in questi giorni) per i balzelli che il governo pone sulle categorie.Ha pesato anche il bisticcio fra associazioni su questo sciopero indetto da Fiap Trasportounito, ma non condiviso ad esempio di Fita Cna e Confartigianato trasporti.

I nodi, dopo giorni di passione, sono venuti al pettine.

La multinazionale del carbonato di calcio, ha fatto intervenire le forze dell’ordine, non tanto (da quanto si è potuto sapere) per problemi dell’azienda, che comunque qualche ripercussione dovuta al rallentamento del trasporto di polveri e “slerry”

l’ha subita; quanto per evitare in loco tensioni fra camionisti.

Uno di questi, giunto all’Omya dal Nord Italia, ieri ha raccontato: «Io ero partito da casa perché avevo sentito dire che venivano tolto i blocchi stradali degli scioperanti. Sono arrivato l’altra notte verso le 23,30 – a parlare è Riccardo Anelli di Brescia, mentre attende nel piazzale Omya di ripartire con altri camionisti, con la scorta della polizia – ma al casello di Carrara, alcuni che erano lì per la protesta, mi hanno invitato a fermarmi. Ho detto: “fatemi tornare a casa, mia madre non sta bene”; mi hanno fatto arrivare fino all’Omya dove dovevo fare un carico. E’ stato lì che mi sono accorto che mi mancava il tappo del serbatoio e avevo una valvola tagliata. Ho sganciato il rimorchio e col trattore sono tornato al casello, ho chiesto spiegazioni a quelli che mi avevano fermato, mi hanno detto che loro non avevano fatto nulla». Nelle officine Omya gli hanno rimesso a posto il mezzo, ed è poi ripartito.

Gli autisti che dopo giorni di adesione allo sciopero, hanno voluto tornare al Nord, temevano di avere problemi lungo il tragitto verso il casello, anche se localmente la protesta nel nostro territorio è stata per lo più improntata su un clima pacifico, di solo “invito” a fermarsi. Ma gli episodi di vandalismo (seppure casi isolati e non ascrivibili all’intera categoria degli autotrasportatori che hanno dimostrato senso di democrazia) che l’altro giorno sono avvenuti in due depositi a Massa, dove sono stati danneggiati dieci Tir, ha alimentato le preoccuapazioni.Così, ieri dal piazzale Omya si sono mosse a più riprese diverse carovane di mezzi con in testa ogni volta un’auto della polizia, fino al casello autostradale.

Gomme tagliate a un camion

Ma anche nel piazzale antistante il varco di levante del porto, c’è stato un altro episodio: un camion di una ditta di Verona, era stato parcheggiato lì da lunedì scorso, per la protesta. Ieri mattina aveva le gomme forate.

Sempre ieri mattina, nel piazzale ci sono stati momenti di tensione quando un camionista francese è stato invitato a fermarsi solo per qualche ora. Scambi vivaci di parole, poi è stato fatto ripartire.

Proprio sulle tensioni che si sono registrate un po’ in tutta Italia, è intervenuta la Confartigianato: «Cosa stanno aspettando i prefetti? C’è una direttiva del ministero degli Interni che autorizza gli sgomberi, perchè in Toscana non si muove nulla?». E’ la domanda sollevata dal presidente regionale toscano e vicepresidente nazionale di Confartigianato Trasporti Mauro Squarcia. «Le situazioni a rischio - aggiunge - sono in vari punti della regione: Grosseto è senza carburante, Livorno è bloccata, a Massa Carrara si sono verificati atti vandalici ai danni di imprenditori e rappresentanti sindacali».Non vogliamo creare proble«Non vogliamo creare problemi nel piazzale né sul territorio - hanno detto i camionisti scioperanti».«Vogliamo anche scusarci con tutti i cittadini - ha aggiunto Luciano Contini, un sardo che abita a Marina di Massa e che lavora come autista di una ditta massese – per i disagi che può avere causato la nostra sfilata di mezzi da Marina e Montignoso. Ringraziamo la polizia e i vigili urbani». Da stasera il presidio davanti al porto potrebbe essere smobilitato, ma stamani è previsto un incontro fra camionisti che hanno scioperato in questi giorni, e cavatori, all’imbocco della via dei marmi a Miseglia bassa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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