Il Tirreno

caos ai distributori

La sindrome del serbatoio vuoto

La sindrome del serbatoio vuoto

Lunghe code alle pompe, ma in serata arrivano i rifornimenti

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MASSA CARRARA

C’è chi vuole fare il pieno a tutti i costi anche se ha il serbatoio quasi pieno, “perchè non si sa mai”, chi (se può)lascia l’auto e sceglie il bus. Chi il serbatoio quasi lo svuota per girare alla ricerca di una pompa funzionante, chi (la maggior parte) si mette in coda rassegnato, sperando che la benzina non finisca proprio quando sarà il suo turno.

Nessuno, comunque, si sottrae alla sindrome della pompa a secco. Martedì pomeriggio in quasi tutti i distributori di carburante della costa c’erano code inusuali. In alcune, le ultime rimaste aperte, ci sono stati momenti di caos. A sera, la maggior parte avevano chiuso per esaurimento scorte.

Ieri mattina, come per miracolo, alcune pompe la sera precedente ferme, erano al lavoro, rifornite all’alba da autobotti partite dal deposito Total-Erg di Arcola (La Spezia). Il tam-tam via cellulare si mette subito in moto. «Alla Esso davanti al porto è arrivata un’autobotte, sono pieni di nafta e benzina, ricevuto? » Ricevuto: nel giro di pochi minuti una lunga coda si forma lungo il tratto finale di Viale da Verrazzano, sul ponte sul Carrione (a una carreggiata). Passare, in direzione La Spezia è impossibile. Arriva una pattuglia della Guardia di finanza che fa spostare i veicoli, poi se ne va e torna il caos. Poi ci pensano i vigili urbani. Le operazioni di rifornimento vanno a rilento: funziona solo il self service e la macchinetta accetta soltanto un importo per volta. Ma, almeno il carburante c’è. Fino a fine di mattina, quando l’esercito di auto finisce di prosciugare anche l’ultima goccia.

Nel pomeriggio la situazione migliora sensibilmente: le autobotti riforniscono a macchia di leopardo numerose pompe, le code si diradano, la psicosi cala. A sera sembra tutto normale, anche se molti distributori mostrano ancora il cartello “carburante esaurito” incollato sulle pompe. La grande paura è finita. «Sì, si sta tornando verso la normalità, i blocchi dei manifestanti sulle strade sono stati quasi tutti rimossi, anche se la situazione non è del tutto fluida», dice Sergio Bordone, segretario della Faib (Confesercenti), uno dei più rappresentativi sindacati degli esercenti di carburante. «Il problema – spiega – è che da Livorno continuano a non arrivare carichi di carburante. Tutto ancora bloccato, anche se le strade sono libere, nel senso che non si incontrano blocchi di manifestanti che possano fermare i viaggi delle autobotti». Il rifornimento di nafta e benzina per le stazioni della provincia di Massa Carrara è garantito, per ora, soltanto dal deposito di Arcola.

«Ma sono pronti a partire carichi da Calenzano, Piacenza, Civitavecchia se sarà necessario. Certo che rimane l’inspiegabile blocco del deposito di Livorno da cui finora (fino a ieri pomeriggio, ndr) non partono camion, nonostante le pressioni sul prefetto arrivate da ogni parte», dice ancora Sbordone.

Gioventù Italiana (destra) denuncia: alcuni benzinai furbetti hanno approfittato della ressa per alzare ancora il prezzo del carburante. Alle autorità “non risulta”.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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