La manifestazione
Sale gioco, «per noi l’orario lungo è ok»
Ma scoppia la bagarre: il sindaco prima restringe gli orari poi li amplia, l’opposizione attacca
MASSA. Bagarre sulle sale giochi. Prima il sindaco ne restringe l’orario, poi - di fronte alla crisi - lo amplia nuovamente. E scoppia la polemica. Ma andiamo per ordine. Fino allo scorso luglio il regolamento comunale consentiva alle sale giochi di restare aperte al pubblico dalle 8 alle 2 di notte, i primi malcontenti a dicembre, quando l'istituzione di un nuovo regolamento comunale ha imposto di ridurre gli orari, consentendo l'apertura dalle 11 a mezzanotte, con l'eccezione delle sale scommesse dedicate, autorizzate dalla questura a mantenere i precendenti orari; poi l'ordinanza relativa all'orario ridotto è stata estesa anche alle sale giochi dedicate a soli clienti adulti : «Il provvedimento imponeva a chi in questo settore ci lavora - spiega Lino Rossi, titolare della sala slot di via Carducci - di ridurre i costi, tagliando, in primis, sul personale. Con un orario di apertura così ridotto sono stato costretto a licenziare tre persone. Inoltre si trattava di una discriminazione rispetto a chi è titolare di bar e propone alla clientela slot e altri giochi». Dal 10 febbraio le cose potrebbero cambiare ancora: con un nuovo provvedimento, definito "anticrisi", viene ripristinato l'orario pieno 8-02 per la gioia del settore: «Era ovvio che il sindaco avrebbe rivisto il provvedimento- conclude Rossi ». Poi un’invito a chi contesta la decisione del sindaco che andrà in consiglio oggi: «Devono rendersi conto che questo settore, come tanti altri, è fatto di persone che lavorano onestamente». Di diverso parere la commissione attività produttive: « Senza il consenso del consiglio comunale - dicono i membri - il primo cittadino non può modificare alcuna ordinanza». E Fabrizio Panesi: «Un regolamento è un regolamento e non può subire modifiche senza il consenso del consiglio e della giunta. E' il metodo adottato dal sindaco quello che contestiamo - ha aggiunto Stefano Caruso - e non le sale giochi o il gioco in quanto pratica sociale sulla quale ,peraltro, si è già espresso il consiglio con un'ordinanza in merito: avremmo avanzato le stesse critiche per qualsiasi altro argomento».
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