Gioco
Porto verso la paralisi Il traghetto per Olbia in attesa di caricare
Non può partire una nave che ha stivato marmo in blocchi: è rimasta senza rifornimento di carburante
CARRARA
Porto verso la paralisi e problemi anche nel settore lapideo dalle cave al piano: si è allargata ieri la protesta dei camionisti contro il caro gasolio e il sistema di imposizioni e norme da cui si sentono stritolati. Hanno scioperato anche autotrasportatori “ribelli”, iscritti alle associazioni Fita Cna e Confartigianato che non aderiscono al fermo proclamato da Trasportounito Fiap. «Troppe spese. Se va avanti così - hanno detto - fra un mese o due dovremo cessare l’attività».
Ancora fermo in porto il traghetto Delfino Bianco di Armamento Sardo, la controllata dal gruppo Nieddu. E la nave gemella Delfino grigio non parte da Olbia.
I venti portuali addetti alle operazioni in banchina per i traghetti Nieddu, nel nostro scalo, anche ieri non hanno lavorato, «ma i salari, da contratto, sono sempre garantiti anche se il turno salta» ha detto il console Vittorio Maggiani, il quale è preoccupato dell’eventualità del protrarsi della protesta dei Tir aderenti al movimento dei “forconi”. Una quarantina di camion sono fermi nel piazzale antistante il varco di levante, dove ci sono gli striscioni degli scioperanti, che guardano male (ma non fanno blocchi stardali) i camion che invece entrano in porto dove, a parte il problema dei due traghetti, l’attività prosegue, sebbene con crescenti difficoltà da lunedì. «La situazione si è complicata – spiega Maggiani – abbiamo sulla banchina Buscaiol 25 trailer arrivati fra sabato e domenica scorsi per essere immbarcati sul Delfino. Lunedì, a seguito della protesta dei camionisti, non ne sono arrivati altri. Un traghetto carica 124 trailer: 25 sono pochi a coprire i costi del servizio per la compagnia di navigazione, che quindi ci sta chiedendo di non attivare i turni dei portuali. Infatti “le mani” come si dice in gergo, non vengono chiamate. Ma quei 25 trailer che ci occupano la banchina, non possiamo neppue stoccarli in aree esterne, cioè farli uscire dal porto, per non creare tensioni con i camionisti che stanno scioperando. Fino a giovedì o venerdì possiamo reggere con l’attuale attività, perché finora abbiamo avuto merci in esportazione sulle banchine».Ma se non entreranno altri camion via terra, nel caso che lo sciopero dei Tir si protragga, e arrivassero solo merci via mare non trasportabili all’esterno, il porto potrebbe finire paralizzato.Ieri nello scalo, alla banchina Buscaiol era attraccata vicino al Delfino, la nave “Star I” battente bandiera panamense: ha caricato blocchi di marmo e doveva partire per il Libano. Ma non le è arrivato il carburante. Problemi anche per il mercantile con destinazione Turchia, Skaftafel, che ha scaricato due yacht e attendeva di poterne caricare altri due.
«E intanto il piazzale occupato dagli scioperanti servirebbe al porto», dice Maggiani.
Cinzia Carpita
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