Il Tirreno

Picchia il figlioletto perché è malato Arrestato muratore

Picchia il figlioletto perché è malato Arrestato muratore

L’uomo ha dato calci pure alla moglie e pestato i carabinieri Era nervoso perché la donna era all’ospedale col piccolo

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MASSA. Quando ha visto che a casa non c’erano né la moglie né il figlioletto di nemmeno quattro anni, ed era sparita anche la sua auto, si è attaccato alla bottiglia del vino e ha iniziato a bere. Si è scolato due litri di rosso tra un’imprecazione e l’altra verso la sua famiglia. Si fosse fermato qui il muratore romeno quarantenne non avrebbe fatto alcun danno, invece è andato oltre e ha mandato all’ospedale la compagna, il bimbo e due carabinieri che tentavano di farlo ragionare. La donna e il bambino hanno avuto una prognosi di trenta giorni ciascuno, i militari se la sono cavata con molto meno.

Una violenza inaudita quella del muratore, che si è scagliato contro la compagna e il piccino nonostante la presenza della pattuglia dei carabinieri. E tutto perché la consorte era tornata alle dieci di sera. Per la cronaca non era andata neppure a divertirsi: aveva portato il figlio, malato dalla nascita, all’ospedale a fare una visita da uno specialista e poi si era fermata dall’anziana madre. Il marito invece voleva soltanto mangiare e quindi più aspettava il rientro dei suoi congiunti più beveva; più beveva più perdeva le staffe. Quando la donna ha provato ad aprire la porta ha trovato il blocco inserito. Lui non voleva farla entrare, lei aveva il piccolo in braccio che piangeva per il freddo. Ha chiamato i carabinieri. Il muratore invece di calmarsi appena ha visto la pattuglia ha iniziato a picchiare con i pugni sulla testa del bimbo. Poi lo ha colpito anche sul volto. I due carabinieri sono stati colti di sorpresa e lo hanno placcato un istante dopo che aveva sferrato un calcione alla moglie. Non pago ha tirato uno schiaffo a un militare e una gomitata all’altro.

Appena immobilizzato è stata chiamata l’ambulanza: la donna e il bimbo avevano segni in tutto il corpo perché il marito-padre-padrone aveva l’abitudine di pestarli, sia con la cinghia che con altri oggetti che trovava a portata di mano (sembra anche con un bastone). A confermarlo la suocera, che è stata interpellata dall’Arma: i militari hanno voluto fare chiarezza sentendo pure alcuni vicini. Tutti hanno confermato il vizio di alzare le mani che aveva quell’uomo.

Così il bruto è finito in manette e portato in caserma: durante il tragitto ha vomitato tutto il vino che aveva ingurgitato e ha rotto uno dei finestrini della vettura di servizio. Ieri è finito davanti al giudice per il processo per direttissima. Il suo avvocato ha preso tempo e la prossima udienza ci sarà il 14 febbraio. Intanto il muratore non potrà stare a meno di duecento metri di distanza dalla moglie e dal figlio. Nonostante tutto ha avuto il coraggio di protestare: «Noi in Romania mogli e figli li educhiamo così». La speranza è che mamma e piccino non lo vedano più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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