La manifestazione
Tunisino ucciso, caccia al quarto uomo
Si indaga sul furto di un’auto messo a segno nella zona dopo l’inseguimento con la polizia. Oggi l’addio a Talbi Karim
di Alessandra Vivoli
SARZANA
E’ partita la caccia al quarto uomo. Quello che, secondo la difesa, sarebbe stato nella macchina dei corrieri della droga che ha forzato, lunedì notte, il blocco della polizia. Dando il via all’inseguimento finito nel sangue, con l’uccisione del tunisino Talbi Karim.
Il conducente della Volvo, passata anche ieri al setaccio della Polizia scientifica, Marco Barbato, ha escluso nel modo più assoluto la presenza di un complice. Ma i legali dei poliziotti Alessandro Mainardi e Roberto Bergamaschi, insistono nel percorrere questa strada.
Il furto della macchina dopo l’inseguimento con la polizia. Un furto d’auto, messo a segno a poche ore di distanza dall’inseguimento con i pusher della droga. E compiuto, stando alle ultime indiscrezioni, da un uomo di colore. Proprio nella zona in cui è stato commesso l’omicidio.
Per i legali di Alessandro Mainardi (Marco Valerio Corini e Giovanni Silvestre) una pista da battere. Anche alla luce delle indagini che la Scientifica sta conducendo sulla Volvo, alla ricerca di tracce biologiche che possano avvalorare, o escludere, la presenza di un quarto uomo, insieme a Marco Barbato, Fazaa Boguerra e Talbi Karim.
Il nodo della traiettoria del proiettile: scontro di perizie. Non basterà la relazione del medico legale, Susanna Gamba, che ha effettuato l’autopsia sul corpo del tunisino. A questa si intreccerà la perizia balistica ordinata dalla difesa: quella che dovrà stabilire, con rigore scientifico, la traiettoria del proiettile che ha ucciso Talbi Karim. Un nodo da sciogliere fondamentale nel proseguo delle indagini.
L’addio al tunisino ucciso. La macchina funebre, dell’ambasciata tunisina a Roma, è partita ieri mattina. A bordo, per il suo ultimo viaggio, il feretro di Talbi Karim, il giovane ucciso durante un inseguimento con la polizia al casello di Santo Stefano, sulla A 12.
La bara si è imbarcata, dall’aeroporto di Milano, per la Tunisia dove oggi si svolgeranno i funerali.
Gli amici di Pisa, dove Talbi Karim ha vissuto per anni, di Spezia e di massa, il loro addio o glielo hanno già detto. Domenica mattina si sono ritrovati all’obitorio della Spezia (è stato impossibile, come annunciato in un primo tempo, avere i permessi per trasportare la salma al centro culturale arabo di Pisa) e qui, secondo il rito musulmano, hanno provveduto alla purificazione, attraverso il lavaggio del corpo. Poi gli amici tunisini di Talbi Karim, si sono raccolti in preghiera.
Un momento di raccoglimento che precede quella che si annuncia come una settimana molto importante per la comunità magrebina che si è stretta attorno alla famiglia del giovane ucciso. Domani, infatti, è in programma un incontro a Roma, a cui parteciperanno delegazioni delle comunità tunisine di tutta italia, per organizzare una manifestazione nazionale. «Un’iniziativa importante e di carattere nazionale - spiega il portavoce della comunità tunisina di Pisa, Talbi Said - per chiedere giustizia per il nostro connazionale ucciso».
Pronta a costituirsi un’altra parte civile. Intanto, proprio mentre si organizza la solidarietà attorno a Talbi Karim, si sta muovendo anche l’azione giudiziaria della comunità tunisina.
Nelle prossime ore, infatti, dovrebbe costituirsi un’altra parte civile, dopo le due ammesse dalla procura, e cioè il fratello e il cognato del giovane morto. A costituirsi un altro fratello, il minore, di Talbi Karim.
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