Attenzione
Si dichiarano nullatenenti, a processo
Famiglia di imprenditori nei guai: nessun reddito dal 2003 al 2007. Rischiano la confisca dei beni per un milione di euro
MASSA
Alla Guardia di finanza lo stato di nullatenenti dichiarato da Marco e Maurizio Federighi, titolari di una ditta di movimentazioni massese, non tornava. Così è partito l’accertamento: incrociando i dati dell’azienda - lavori effettuati soprattutto - hanno capito che qualcosa incassavano. Poi spulciando il tenore di vita che tenevano gli imprenditori si sono fatti l’idea che era ben più di qualcosa il reddito. E hanno controllato punto per punto le dichiarazioni dei redditi dal 2003 al 2007. Hanno passato il fascicolo al sostituto procuratore Rossella Soffio e il pm ha deciso di sequestrare i beni dei Federighi: un milione di euro, tra beni mobili e immobili. Adesso la vicenda è finita in un’aula di tribunale e quel sequestro potrebbe trasformarsi in confisca. Quel milione di euro (case, soldi e auto) potrebbe diventare di proprietà dello stato, insomma.
I due imprenditori però non ci stanno. E contrattaccano nell’unico modo possibile: si difendono. Secondo la loro ricostruzione dal 2003 al 2007 la ditta non stava passando un bel periodo e quindi quelle dichiarazioni dei redditi erano veritiere. Gli accertamenti sul tenore di vita e sui beni posseduti fanno riferimento ad altri periodi, quando loro al fisco versavano fino all’ultimo centesimo. Posizione questa che viene contestata dal sostituto procuratore Soffio che qualche giorno fa nella prima udienza ha chiamato a testimoniare un ufficiale della Finanza. Il militare ha raccontato al giudice come era stato fatto l’accertamento e quali erano stati gli elementi raccolti dal comando che avevano fatto scattare la verifica nei confronti della ditta massese.
La prossima udienza, che si terrà nella prima metà del mese di febbraio, sarà probabilmente quella decisiva. Accusa e difesa spiegheranno al giudice Garofalo le loro posizioni. Il sostituto Soffio oltre alla condanna chiederà anche la confisca dei beni sequestrati, mentre l’avvocato dei Federighi come detto si oppone alla confisca. Non solo: contesta anche l’evasione perché gli anni che sono stati presi in considerazione dalle fiamme gialle erano il periodo in cui l’azienda non ingranava.
La procura ha almeno una decina di casi come questo tra i suoi fascicoli e nei prossimi mesi ci saranno altri processi che vedono imputati soprattutto degli imprenditori. In un paio di casi ci sono stati sequestri che superano il milione di euro.
E con la confisca nelle casse dello stato entrerebbero un bel po’ di euro. Sempre che le verifiche e le conclusioni dell’accusa vengano confermate da un giudice.(d.d.)
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