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Ruspe nel Rosaro, scatta la protesta

Ruspe nel Rosaro, scatta la protesta

Il comitato cittadino punta il dito sui lavori alle tubazioni intasate della centrale idroelettrica di Soliera

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di Marco Landini

FIVIZZANO

È il torrente stesso ora a ostacolare i lavori per la realizzazione della centralina idroelettrica sul Rosaro.

A sostenerlo con un pizzico di sarcasmo è il Comitato Valle del Rosaro raccontando le ultime sui lavori di costruzione della contrastata opera.

«Sembrerebbe sempre più concretamente - scrive il comitato cittadino - che la ditta Italbrevetti, professionista in questo settore, si trovi in questo momento in forte difficolta: cominciando infatti le prime prove sull’impianto ormai terminato ha constatato che di acqua dai tubi non ne esce, almeno non quella dovuta, tutto questo non per magia ma solamente perché sono otturati da sabbia e ghiaia presente in due tratti di risalita della condotta».

E qui la grande preoccupazione del Comitato «la ditta di fronte a questo problema forse mai incontrato prima sta di fatto procedendo improvvisando soluzioni al problema: riscavando lungo la condotta già interrata tagliando la stessa in più punti per ispezionarne l’interno, riposizionando addirittura nello scavo un tubo di diametro inferiore con funzione di drenaggio, cosa non davvero prevista nel progetto».

Segue la critica nei confronti dell’amministrazione comunale che «per ora sulla questione ha risposto in maniera un po’ evasiva» e sulla commissione che era stata costituita a inizio lavori come organo di controllo «che è scomparsa come per magia».

Il Comitato prosegue sostenendo di essere molto preoccupato ma anche fiducioso nella Italbrevetti «che abbiamo sempre considerato impeccabile nell’operato avendo anche visitato le vicine centrali della Garfagnana dalla stessa realizzate, sperando che non abbia fatto una erronea valutazione sulla qualità delle acque che a differenza di quelle di altri fiumi sono molto limacciose e sabbiose, anche per la continua frana in atto sul soprastante paese di Sassalbo».

Il commento finale del Comitato è quindi che «ormai non c’è più nessun parere che conta, ne di enti, ne di comitati, ne di tecnici, sarà solo il Rosaro che in maniera del tutto naturale ci dirà se le sue acque produrranno corrente elettrica».

La vicenda legata alla realizzazione della centralina idroelettrica sul Rosaro ebbe inizio nell’agosto del 2005 quando l’amministrazione comunale decise di sposare il progetto presentato dall’Italbrevetti.

Alla popolazione delle frazioni interessate Posara, Moncigoli e Soliera sembrò subito un progetto troppo invasivo per la modesta entità del torrente, così si formò un Comitato spontaneo che diede avvio a una serie di iniziative atte a contrastare il progetto di realizzazione.

Una battaglia quella del Comitato durata per più di cinque anni durante i quali sono state vinte anche alcune battaglie ma non certamente la guerra considerato che l’impianto è stato poi realizzato e oramai salvo inconvenienti è quasi pronto per l’attivazione.

E adesso la nuova protesta da parte del Comitato della Valle del Rosaro che da sempre si batte contro l’apertura dell’impianto idroelettrico che, nel corso del tempo, ha trovato altri sostenitori. In ballo, secondo gli antagonisti al progetto, la situazione ambientale della zona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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