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Rischio cassa integrazione per le due cartiere

Rischio cassa integrazione per le due cartiere

di Marco Landini FIVIZZANO Purtroppo il ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti delle due cartiere fivizzanesi si fa sempre più concreto. Ciò che tutti si auguravano potesse accadere dal...

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di Marco Landini

FIVIZZANO

Purtroppo il ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti delle due cartiere fivizzanesi si fa sempre più concreto. Ciò che tutti si auguravano potesse accadere dal sopralluogo di ieri a Tresana da parte della Procura ossia il dissequestro dell’area in cui è avvenuta l’esplosione, non è avvenuto e così di conseguenza senza il ripristino del metanodotto le cartiere San Lorenzo di Gassano e l’Europaper di Pian di Molino rimarranno ancora senza il gas metano necessario per la ripresa dell’attività.

«La situazione si fa critica - ci dice con rammarico il direttore dell’Europaper di Pian di Molino Giuseppe Poli - purtroppo i tempi per il ripristino della fornitura del gas ai nostri impianti si stanno allungando e oggi assieme al collega della cartiera San Lorenzo di Gassano Diego Parvoli mi recherò in Provincia dall’assessore al lavoro per valutare il da farsi, la strada da intraprendere. Con perdurare del fermo lavorativo infatti è impensabile poter continuare a consumare le ferie i nostri dipendenti».

Poli ieri mattina era presente assieme al sindaco Paolo Grassi al sopralluogo della Procura a Mulina «ci vorranno almeno altri due giorni se non di più - commenta il direttore dell’Europaper - affinché possa essere dissequestrata l’area e altri due giorni ci vorranno per i necessari lavori, e questa e la più rosea delle previsioni».

Anche il sindaco Grassi è amareggiato dalla situazione che si è venuta a creare per le aziende fivizzanesi e in questi giorni ha fatto il possibile per trovare soluzioni per la ripresa delle attività. «La Procura - dice - prima del dissequestro vuole vederci chiaro sono in ballo troppe responsabilità sia di carattere penale che civile. Insomma una questione delicata che richiede il tempo necessario affichè non vengano commessi errori. Sono vicino ai lavoratori delle due cartiere e ho cercato di trovare soluzioni alternative in attesa del dissequestro e la riparazione del metanodotto per fare arrivare gas agli impianti, ho telefonato al direttore generale di Italgas a Torino chiedendo se era possibile adottare il sistema delle autobotti anche per le cartiere, in teoria mi ha detto di sì ma ci sarebbero alcuni problemi legati al trasporto e agli eventi climatici, insomma una soluzione difficilmente praticabile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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