Il dolore
Inutilizzabili i piloni del ponte Colombiera
Negativo il monitoraggio della società incaricata dalla Provincia della Spezia. Oggi incontro a Genova
AMEGLIA
Si complica la situazione del Ponte della Colombiera proprio mentre è in calendario l’incontro in regione a Genova.In pratica la la società incaricata «S.G.M. engineering» ha comunicato nei giorni scorsi alla Provincia della Spezia il risultato delle indagini di monitoraggio sulla struttura del Ponte della Colombiera rimasta in piedi dopo l’alluvione del 25 ottobre.
«Le analisi dicono che le 3 pile hanno subito gravi danni alle fondamenta e la struttura risulta inutilizzabile per eventuali ponti in appoggio, tipo Bailey - spiega Giorgio Casabianca, assessore provinciale alla viabilità - quindi è necessario procedere con la realizzazione di un ponte provvisorio a cassoni galleggianti in attesa della costruzione di un ponte definitivo a campata unica con le pile fuori dall’alveo e con altezza di circa 18 m dal pelo dell’acqua che consenta il passaggio a natanti di grandi dimensioni».
In sintesi è impossibile riutilizzare la struttura rimasta in piedi dopo l’alluvione per cui prima dell’inizio dell’estate verrà fatto un ponte galleggiante provvisorio.
«Stiamo lavorando con la Regione per fare in modo che il ponte provvisorio sia pronto prima dell’inizio della stagione estiva - conferma l’assessore - ci rendiamo conto che i cittadini stanno subendo disagi enormi per la mancanza di questa infrastruttura fondamentale per la circolazione viaria del territorio. Per questo stiamo lavorando il più celermente possibile».
Stamani l’assessore provinciale, il presidente della Regione, Claudio Burlando, il sindaco di Ameglia, Umberto Galazzo e quello di Sarzana, Massimo Caleo saranno ad ascoltare le istanze dei comitati spontanei nati per il Ponte della Colombiera e per il dragaggio del Magra che hanno organizzato l’iniziativa da settimane.La loro principale richiesta è proprio legata al Ponte della Colombiera, una frattura che rischia di far crollare l’economia di quest’area: ora l’ulteriore problema rischia di allungare i tempi per una soluzione. E Bocca di Magra e Fiumaretta, ma non solo, rischiano un allungamento del loro isolamento. Dall’incontro di stamane gli organizzatori si aspettano risposte concrete in fatto di finanziamenti e in fatto di scelte precise e tempistica sui lavori
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