Il Tirreno

Erosione e lavori al mare un altro geotubo rotto

Erosione e lavori al mare un altro geotubo rotto

I balneari sono preoccupati: da tempo non vediamo nessun operaio al cantiere E ad Arrighi: accumuliamo sabbia per difendere le strutture dalla mareggiate

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MARINA DI MASSA

Giuliano Arrighi, l’uomo che sul progetto antierosione ha apposto la firma, punta il dito sui cumuli di sabbia alzati dai balneari a protezione degli stabilimenti: «Modificano i fondali». Loro rispondono senza polemica - sottolineano - ma a chiare lettere e nella risposta fanno riferimento anche ad un altro geotubo rotto. Nel cuore di Ronchi, nel tratto più delicato del litorale.

«Le motivazioni portate da Arrighi - esordiscono Maurizio Ragaglini e Stefano Gazzoli, presidente e vice di Riviera Apuana - ci sembrano banali, per non parlare dell’errata esecuzione dei lavori. La Provincia parla di criticità, ma non si è mai pronunciata sulle foto e sul dossier che abbiamo presentato durante l’assemblea pubblica». Dossier in cui gli uomini del mare documentano rotture, cedimenti, storture dei geotubi con video e fotografie aeree e subacque. «Su questo aspetto - proseguono Gazzoli e Ragaglini - invitiamo la direzione tecnica della Provincia a prendere seriamente in considerazione la situazione drammatica della costa e ad affrontarla con maggiore condivisione rispetto ai lavori e al progetto».

Poi un riferimento anche ai cantieri: «Noi non vediamo nessun operaio al lavoro, ma vediamo - ecco quanto anticipato sopra - che, rispetto all’assemblea fatta durante le festività natalizie, la situazione è ulteriormente peggiorata, c’è un altro geotubo rotto». Si tratta di quello in prossimità del Delfino, accasciato sulla riva - raccontano - e completamente afflosciato. Un’altra notizia negativa, quindi. Poi arriva la replica sui cumuli di sabbia: «I balneari li fanno da tempo e soltanto nelle zone in cui, per le mareggiate sempre più forti, c’è necessità di proteggere le strutture».

E fanno un esempio: «In prossimità del fosso Poveromo, il rischio è altissimo, è ovvio che dobbiamo proteggerci. Oltretutto accumulare sabbia - e mai viene presa quella della battigia - costa, come costa ridistenderla». Per i balneari se questo fosse il vero problema la Provincia avrebbe dovuto dirlo «e non fare come la scorsa estate quando, dopo il ripascimento, e la successiva mareggiata, ci è stato detto che avremmo dovuto stendere diversamente la sabbia. Ma la comunicazione fu tardiva. Siamo in un cantiere - concludono il presidente e il vice di Riviera Apuana - ci dicano i tecnici come difendere le strutture, ma in qualche modo dovremo pur farlo». (c.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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