Proteste
Asl: la rivolta delle coop 100 lavoratori a rischio
Un presidio davanti all’azienda dove era in corso un tavolo con i confederali: preoccupazione per la mannaia annunciata sul personale dei Cup e delle mese
CARRARA
Hanno bussato alla porta, nel quartier generale dell’Asl dove era in corso una riunione fra i confederali e la direttrice generale, chiedendo di essere ascoltati. Una delegazione dei lavoratori del terzo settore, in presidio (organizzato dai sindacati di categoria) davanti alla sede provinciale dell'As1, contro la crisi che colpisce i dipendenti , è stata alla fine ammessa al tavolo. E ha potuto dire le proprie ragioni, esprimendo i timori per una mannaia annunciata che metterà a rischio 100 posti di lavoro. Sono state anche convocate assemblee di tre ore di tutti i lavoratori che operano negli appalti della stessa Asl. In un documento congiunto, i sindacati sostengono che : «I servizi ai cittadini stanno subendo tagli drastici e ciò comporta una riduzione di ore dei lavoratori che operano nel settore sociale e sanitario. Rischiamo in tempi brevi oltre a cassa integrazione massiccia , il licenziamento in tronco di lavoratori che operano in assistenza alle famiglie, nei Cup,nei servizi logistici, nelle mense, nella sanità privata, nelle Rsa. Questo territorio - aggiungono i sindacati della sanità -non può permettersi ulteriori disastri occupazionali soprattutto in un settore centrale come l'assistenza sociale e sanitaria. Occorre affrontare il problema sanità complessivamente senza campanilismi di sorta nell'interesse dell'appropriatezza delle cure ai cittadini. La Regione, le istituzioni locali, non possono scaricare le colpe dei disastri sui cittadini e sui lavoratori».E intanto dai confederali è arrivato un impegno preciso: tre tavoli con l’azienda, per discutere della situazione delle mense, dei supporti logistici e uno generale per tutti i dipendenti delle coop. L’obiettivo è uno solo: salvare i posti di lavoro.
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