Il Tirreno

APRIAMO LE PORTE ALLE DONNE

All’Anpi di Carrara, fra i suoi attivisti, è tanto che si parla molto di donne. Si è presa coscienza che in questi brutti anni di governi di destra populista e retrogradi, il prezzo più alto è stato...

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All’Anpi di Carrara, fra i suoi attivisti, è tanto che si parla molto di donne.

Si è presa coscienza che in questi brutti anni di governi di destra populista e retrogradi, il prezzo più alto è stato pagato proprio dalle donne, dalle giovani alle più anziane. E’ stata data la caccia ai diritti fondamentali; della scuola alla ricerca, dal diritto del lavoro al rispetto e considerazione sociale, che la costituzione prevede siano dovuti senza distinzione di sesso, di razza, di religione. Le donne di Carrara hanno generosamente contribuito all’antifascismo, alla resistenza e alla ricostruzione materiale e morale della città e tanto hanno concorso alla rivoluzione pacifica e vittoriosa del femminismo.

In casa Anpi, a frutto di osservazioni e disamine, si è constatato che la vita delle donne nel comune, dal punto di vista del riconoscimento sociale imprenditoriale e politico, sia andata viepiù degradando e che nei luoghi istituzionali, la predominanza è maschile e supera i limiti di liceità e del buon senso ed è lo specchio della prepotente gestione del potere.

Poche, troppo poche da sempre, le donne che hanno potuto partecipare al potere amministrativo e istituzionale del comune.

Dal niente assoluto, alla mera rappresentanza: due, massimo tre, in consiglio comunale e, in giunta, una sola donna per volta. Una sola sindaca in tutto il periodo di democrazia costituzionale.

Eppure le donne in politica hanno sempre costituito la parte culturalmente e socialmente più vivace e attenta. Le donne che si riuniscono sono quelle che sanno proporre argomenti e provvedimenti, i più idonei a migliorare la qualità della vita. Ma al dunque, quando dovrebbero esser dati loro gli strumenti, per realizzare nella realtà cittadina i loro buoni progetti, vengono escluse in massa e questo, anche perché mai una femminista è stata segretaria di un importante partito. Se non ora quando, slogan stupendo, per una iniziativa clamorosa delle donne in tutto il territorio nazionale. Le donne per prime hanno alzato la testa e hanno proclamato la loro dignità contro un regime brutale, che aveva fatto della figura femminile l’emblema di una sessualità grottesca e mercenaria: ogni donna in politica il frutto di un compromesso con il potere maschilista. Oggi non si deve più, non si può più.

La storia, la costituzione, la legge, il buon senso, pretendono le donne in primo piano, alla pari con gli uomini anche nelle opportunità. La commissione femminile Anpi propone una lista delle disponibilità femminili da presentare al pubblico, al sindaco e ai rispettivi partiti. Tutte le donne che sentono in loro pensieri e sapienza, desiderio di esserci e di fare, per le più diverse aspirazioni si proporranno. Nessuno potrà più dire che le donne non sanno e non vogliono: che le donne non ci sono. L’ Anpi ha riservato un ufficio alle donne che si organizzano. L’Anpi apre la sua porta a tutte le donne intelligenti che vorranno dare una mano a fare crescere e migliorare Carrara.

Commissione femminile Anpi

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