Il dolore
Cade il bassorilievo e colpisce un ragazzo
Paura al Malaspina: lo studente è rimasto ferito alla testa, ma non è grave. I carabinieri indagano per capire le cause dell’incidente
Stava uscendo da scuola insieme a un suo compagno. Ed era felice perché tornava a casa e poteva giocare. Stava per varcare la porta del suo istituto (il Malaspina), quando un bassorilievo in gesso si è staccato da muro e lo ha colpito. Un pezzo lo ha fatto cadere in terra e l’altro gli è finito sulla testa, provocandogli una ferita profonda. Rachid, undicenne marocchino, in pochi secondi si è riempito di sangue. Nonostante lo spavento - il piccolo tremava come una foglia - ha aspettato i volontari del 118 seduto su una sedia come un ometto. Poi si è fatto tamponare la ferita e infine si è sdraiato sulla barella ed è salito in ambulanza. Senza fiatare. Giusto una lacrimuccia perché era in pensiero per la mamma. I volontari gli facevano delle domande per capire se era in stato confusionale, ma lui rispondeva a tutto. Lucido. Era lui che tranquillizzava tutti quegli che gli stavano intorno.
All’ospedale il ragazzino è stato sottoposto a una tac per verificare che il trauma non avesse provocato delle lesioni, è stato medicato con qualche punto per fermare l’emorragia e infine è stato spedito da mamma e papà con una prognosi di pochi giorni.
L’episodio non finisce qui, però. I carabinieri quando hanno visto l’ambulanza davanti alla scuola sono entrati nell’istituto e hanno visto il piccolo pieno di sangue. Hanno chiesto cosa era successo e adesso partirà la segnalazione alla procura. Ci sarà da capire come ha fatto quel bassorilievo a staccarsi dalla parete. Sembra che tutto sia nato da una porta sbattuta contro il muro. Anche perché se il bassorilievo non fosse stato in gesso le conseguenze per Rachid sarebbero state diverse.È andata bene, giusto per non usare troppi giri di parole.
Lo studente, mentre veniva medicato, ha raccontato ai carabinieri quello che era accaduto: «Mi è finito in testa quel coso - ha detto a un maresciallo che lo coccolava come un padre -. Prima un pezzo, poi l’altro. Mi ha fatto tanto male. Ma ora mi devono dare i punti in testa? Io ho paura, non voglio». Il militare gli ha preso la mano e lo ha consolato. E lui è salito sull’ambulanza. Da bravo ometto.
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