Il Tirreno

Scontro sul calibro del colpo omicida

Scontro sul calibro del colpo omicida

L’autopsia sul tunisino ucciso rileva un foro molto piccolo, non sarebbe compatibile con la pistola d’ordinanza della polizia

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di Alessandra Vivoli

SARZANA

Il tunisino Talbi Karim quando è stato raggiunto dal colpo di pistola mortale, era in movimento.

Il proiettile è stato esploso dall’alto verso il basso, e da una distanza di certo molto superiore ai 4 metri.

Il foro, impresso dal colpo trapassante che ha leso gli organi vitali del giovane, sarebbe molto piccolo, e (questa potrebbe essere un elemento importante per le indagini) difficilmente compatibile con il calibro della pistola di ordinanza della polizia. Non è stata ritrovata l’ogiva e quindi diventa molto più difficile risalire all’arma che ha ucciso il giovane.

Si profila uno scontro di perizie tecniche: la difesa del poliziotto Alessandro Mainardi (composta dall’avvocato Marco Valerio Corini e Giovanni Silvestre) ha già annunciato la nomina di un nuovo consulente, un esperto balistico a livello nazionale. Intanto ieri pomeriggio c’è stato un nuovo sopralluogo proprio nella zona dove è avvenuta la tragica fuga terminata nel sangue.

L’autopsia L’esame sul corpo del tunisino rimasto ucciso nel conflitto a fuoco con la polizia lunedì notte, si è protratto per oltre otto ore, fino alla tarda serata di venerdì. E’ stato effettuato dalla dottoressa Susanna Gamba e vi hanno assistito, su richiesta dei legali, i consulenti tecnici delle parti. Un vero e proprio team di professionisti: il medico legale Maurizio Ratti, per la difesa di Roberto Bergamaschi, il dottor Roberto Maruzzo, per la difesa dell’altro agente, Alessandro Mainardi, e, infine il medico legale Stamile di Siena per la famiglia del tunisino ucciso.

I consulenti hanno già messo in previsione un ulteriore incontro, per approfondire tutta una serie di aspetti emersi nel corso dell’esame autoptico.

Gli elementi da chiarire sono molti e potranno essere utili per far luce su aspetti determinanti per il proseguo delle indagini. A cominciare dalla distanza da cui è stato colpito Talbi Karim e dalla pistola da cui è partito il colpo.

Intanto sono stati sezionati reperti, del tessuto cutaneo del tunisino, e dei suoi vestiti, che saranno inviati alla scientifica per un esame necroscopico. Il giovane morto, infatti, era vestito molto pesante, con uno spesso giubbotto di pelle e un paio di maglioni: questo avrebbe contribuito a trattenere il colpo.

Le cause della morte Talbi Karim è morto per dissanguamento. Il proiettile che lo ha colpito, infatti, gli ha leso organi vitali: l’intestino e il fegato. Lo choc emoraggico è stato lento (si parla di 45 minuti dalla ferita alla morte) e anche sui vestiti non ci sarebbero state tracce cospicue di sangue.

Il mistero del quarto uomo E’ la mancanza dell’ogiva a far tornare d’attualità il giallo del quarto uomo quello che, secondo le prime ricostruzioni della polizia, sarebbe stato nell’auto che ha forzato il blocco( anche se il conducente della macchina, Marco Barbato, lo ha escluso in sede di interrogatorio). Ad avvalorarne, invece, la presenza sarebbe il furto di una macchina avvenuto, nella zona del conflitto a fuoco, alle cinque della stessa mattinata. Non solo, alcune voci, che non hanno avuto però conferma ufficiale, parlano del ritrovamento di un pezzo di pistola antica, durante la bonifica della zona della Polizia scientifica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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