Sicurezza
«Qui ormai scarseggiano anche i guanti di gomma»
CARRARA «Nel nostro reparto mancano i guanti, quelli che si devono cambiare ogni volta si va a trattare un ammalato. E i sacchetti dell’urina ci si rompono sui piedi. La situazione, nell’ospedale...
CARRARA
«Nel nostro reparto mancano i guanti, quelli che si devono cambiare ogni volta si va a trattare un ammalato. E i sacchetti dell’urina ci si rompono sui piedi. La situazione, nell’ospedale cittadino è drammatica: c’è un decadimento generale e forza di tagliare vengono a mancare anche le materie prime, quelle che ci consentono di erogare i servizi».
Un quadro drammatico. Tracciato da chi dentro quella sanità apuana , per la cui difesa la città è scesa in piazza, ci lavora. A parlare è un’infermiera del reparto di chirurgia dell’Asl.
«Non voglio espormi troppo - dice - altrimenti è come se firmassi la mia lettera di licenziamento. Del resto l’azienda su questo è stata chiara, non potremmo nemmeno parlare con la stampa. Ma è giusto che la gente lo sappia: la situazione è davvero difficile». Una voce dall’interno dell’ospedale, da cui parte un appello proprio a chi, come lei, nella macchina sanitaria ci lavora.
«La verità è che qui sono a rischio i servizi - spiega l’infermiera dell’Asl - anche quando si parla di accorpamenti, per intensità di cura, non ci si rende conto che poi significa prendere i pazienti e trasportarli, da un reparto all’altro, mettere insieme uomini e donne con tutti i disagi che questo comporta, anche dal punto di vista della sensibilità che ognuno, e ancora di più gli ammalati, hanno e che dovrebbe essere rispettata».
«Proprio per questo - continua la dipendente dell’Asl - chiamo a raccolta i medici, gli infermieri, che come lavorano in ospedale: dobbiamo essere anche noi, per primi, a salvaguardare il nostro presidio».
Un appello, quello alla linea compatta nella battaglia contro lo smantellamento del monoblocco, che rivendicano anche i due rappresentanti sindacali presenti al corteo, Renzo Barbieri dell’indipendente Fsi, e Claudio Salvadori della Uil. Proprio quest’ultimo puntualizza: «Anche se gli organizzatori non ci avevano nemmeno avvisato e coinvolto io ho voluto essere qui, a titolo personale». Diversa la posizione di Barbieri: «Io mi sono occupato anche dei manifesti di questa inziativa. Scendere in piazza è necessario, ci stanno portando via tutto».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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