Il dolore
Il decreto Monti risparmia i balneari
Le spiagge evitano la scure delle liberalizzazioni. Prossima tappa la deroga alla Bolkestein
MARINA DI MASSA
Nessun riferimento alle concessioni per le spiagge nel decreto sulle liberalizzazioni. Il pericolo è scampato, almeno per il momento. Ma adesso i balneari - per evitare la spada di Damocle della Bolkestein - devono concentrarsi sul documento unitario da presentare entro fine mese, per poi puntare le loro ultime carte sull’incontro con i ministri Piero Gnudi e Enzo Moavero previsto per la seconda metà di febbraio. Come già annunciato dalle associazioni dei balneari nei giorni scorsi, lo spauracchio delle gare ogni 4 anni per il rinnovo delle concessioni è sparito dal decreto Monti. La notizia era già circolata nelle scorse settimane, ma i balneari hanno dovuto attendere il tardo pomeriggio di venerdì per avere l’ufficializzazione del passo indietro da parte del presidente del Consiglio Mario Monti. «La proposta di avere concessioni rinnovate ogni 4 anni - spiega Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale della Fiba - era finita in alcune bozze del decreto. Ma fonti romane ci avevano già assicurato che era poi sparita. Per noi sarebbe stata una sorpresa se fosse riapparsa all’ultimo momento». Ma certo la battaglia dei balneari non può dirsi esaurita. Lardinelli lunedì e martedì sarà nuovamente a Roma per decidere gli ultimi dettagli del documento da presentare al Governo, in vista dell’incontro di fine febbraio. I sindacati di categoria dovranno arrivare a un accordo - la cui unitarietà è stata invocata da più parti - in cui si chiederà al Governo di concedere ai balneari una deroga alle norme sulle liberalizzazioni presenti nella famigerata direttiva Bolkestein. Solo la deroga potrebbe evitare le aste che rivoluzionerebbero il turismo balneare sulle coste italiane. Il documento sindacale, come spiega ancora Lardinelli, conterrà anche proposte sul riconoscimento della professionalità degli operatori del settore, sulla presenza di indennizi per chi ha investito e rischia di perdere tutto con le aste. E poi ci sarà la richiesta di sdemanializzazione per le aree dove sorgono cabine, bar e ristoranti che sono parte degli stabilmenti balneari. «In questo modo - spiega ancora Lardinelli - i concessionari potrebbero acquistare i diritti di superficie». Ora tutti puntano sull’incontro con i ministri Gnudi e Moavero. Quest’ultimo ha grande influenza a livello europeo e sarà quindi un uomo chiave per le decisioni sul futuro delle concessioni balneari.
Gabriele Dini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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