Il Tirreno

«E chi fa lo struzzo sarà punito dal voto»

«E chi fa lo struzzo sarà punito dal voto»

L’associazione “Frediani” nel corteo dei 500 in città ammonisce i politici Sul piatto delle prossime elezioni le richieste della città per l’ospedale

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di Cinzia Carpita

«Chi fa lo struzzo, fra i politici, sarà piegato dal voto della città. Politici, andate in Regione a battere i pugni sul tavolo». L’associazione “Frediani” per la difesa dell’ospedale, ha mandato un messaggio preciso ai partiti e a chi amministra, e lo ha fatto ieri durante il corteo in città, che ha organizzato per ribadire le proprie richieste contro i tagli alla sanità locale.

Un corteo di circa cinquecento persone, composto da casalinghe, lavoratori, pensionati, gli anarchici, consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, c’è anche un rappresentante dei “Cani randagi” della Curva Nord con la bandiera della Carrarese, ci sono alpini che si riconoscono per il cappello con la penna nera, e gruppi di studenti di vari istituti come il Liceo Classico, il Pedagogico, il Linguistico. I ragazzi si sono appesi al collo i manifestini con cui l’associazione presieduta da Renzo Giusti ha anche tappezzato la città.

Al grido di “giù le mani dell’ospedale”, alle 10,30 dalla piazza del monoblocco comincia la sfilata: lo striscione della fiaccolata della scorsa estate (quando parteciparono di sera tremila persone) , con su scritto “Le luci dell’ospedale non dovranno spegnersi mai”. All’altoparlante Alberto Dell’Amico, uno dei fondatori dell’associazione “Frediani”, dietro tanta gente, una delegazione di Volterra e Anna Petri presidente del comitato “Paola Fanti” di Pontremoli e del Crest, Comitato regionale emergenza sanità Toscana che dive: «Dovrebbero associarsi anche Cecina, l’Elba e Pescia perle emergenze ospedaliere».

L’altoparlante lancia la sua voce nelle strade della città dove sfila il coreto, in via Chiesa, via Mazzini, attorno a piazza Matteotti, in via 7 Luglio davanti al municipio, e pi nel centro stodico fino in piazza Alberica.

«Il nostro ospedale viene svuotato dei servizi minimi essenziali. Cararra non deve essere esprioriata della sua sanità». Molti attacchi alla manager dell’Asl, dottoressa De Lauretis: « Il suo è un metodo ragionieristico, per risparmiare. Ma le esigenze della popolazione sono altra cosa dai conti». Poi il riferimento al maxi buco di bilancio dell’Asl: « Se qualcuno ha sbagliato i conti, non deve pagare la città di Carrara».

Giusti intanto commenta l’affluenza al corteo: «Per essere un sabato mattina, nell’orario di lavoro, con i negozi aperti, ci consideriamo moderatamente soddisfatti della partecipazione alla manifestazione, m a speriamo in una ulteriore scintilla da parte dei carraresi, affinché dimostrino maggiore amore per la città e soprattutto per la loro salute. Si alzano proteste per singole situazioni, per le code al Cup, ma poi quando c’è da mobilitarsi tutti assieme....». E come per rintuzzare la sua tirata d’orecchie, Alberto Dell’Amico all’altoparlante suona la carica: «Carrara non si rassegna».

Al passaggio del corteo, qualche commerciante si pone sulla porta del negozio, come segno di solidarietà all’iniziativa . L’altoparlante continua e questa volta nel mirino ci sono le liste di attesa per le prestazioni sanitarie: «Per alcuni esami bisogna aspettare quasi un anno, anche questo rientra nel taglio ai servizi». Un rimprovero anche alla luce del fatto che i controlli sullo stato di salute riguardano una popolazione composta da moltissimi anziani.

Si alzano altri slogam per la difesa dell’ospedale. E qualcuno se la prende direttamente con il presidente della Regione: «Rossi, a casa!».Fra i consiglieri comunali, che hanno partecipato alla manifestazione, si sono visti Fabio Traversi, Massimo Menconi, Piero Marchini, Nicola Marchetti della maggioranza, Lanmarco Laquidara, Luciano Tonarelli della minoranza e forse si sono agigunti anche altri confusi fra la folla. Comunque una presenza variegata di forze politiche che dal centrosinistra al centrodestra hanno voluto essere presenti ad un corteo che aveva lo scopo di ravvivare ulteriormente l’attenzione sui problemi della sanità locale. Perché l’associazione Frediani non è tranquilla: sospetta un depauperamento dell’ospedale cittadino, prima ancora che sia sorto l’ospedale unico provinciale per acuti in viale Mattei a Massa.Così, mentre nelle sedi istituzionali si discute del Piano sanitario locale, la gente scende in piazza per evitare il rischio di chiusure non volute di reparti o trasferimenti di servizi decisi solo nella stanza dei bottoni.Nei manifesti affissi in città dall’associazione “Frediani” i cittadini si definiscono «rapinati, furibondi, propositivi, incisivi». Temono una sanità troppo razionalizzata al punto da allontanarsi (anche sul fronte delle distanze degli ospedali) anziché avvicinarsi ancor più ai reali bisogni della popolazione. E il richiamo fatto dall’altoparlante in testa al corteo, alle prossime elezioni, è un ammonimento alla classe politica .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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