Il dolore
Saldi, una ripresina delle vendite dopo il flop natalizio
Alcuni negozi sono stati presi letteralmente d’assalto Altri invece sono mezzi vuoti malgrado gli sconti super
di Melania Carnevali
MASSA
Il mercato in tempo di crisi, si sa, è imprevedibile: c'è chi vende e chi no. E anche con i saldi non esiste una legge valida per tutti: c'è chi non sa più a che santo votarsi e sconta fino all'80% i prodotti e chi, invece, guarda soddisfatto il proprio negozio pieno di gente. È questa la situazione nel centro storico della nostra città dopo dieci giorni di saldi invernali.
Ad essere propriamente presi d'assalto i negozi di abbigliamento più economici come Charget, Rossella Carrara, Bottega Verde e Intimissimi.
«Noi non facciamo testo - spiega Laura dell'Amico, responsabile di Charget - perché abbiamo venduto molto anche a Natale. Vendiamo capi di abbigliamento buoni e molto economici, che è quello che la gente cerca».
«Le vendite stanno andando molto bene perché i prezzi sono accessibili a tutti. - racconta Paola Massa, responsabile del franchising Rossella Carrara - Facciamo sconti fino al 50%, quindi se qualcuno prima non voleva spendere 50 euro per una borsa, ora a 25 euro la compra».
Buone le vendite anche per Max & Co, Glam, Evangelisti, Amico, Guess e Non solo camice. «Visto l'andamento degli ultimi mesi - spiega Bellotti Paola, titolare del negozio di abbigliamento Glam - non mi aspettavo di vendere molto. E invece mi sono dovuta ricredere perché sta andando molto bene».
«Noi abbiamo venduto a Natale - commenta Roberta Franchi del negozio di abbigliamento Guess - e anche ora stiamo vendendo molto. Chi ha comprato durante le feste non compra ora, chi ha risparmiato ora spende».
Insomma, al massese medio piace fare shopping: le compere sfrenate alla Pretty Woman fanno parte ormai di una sub-cultura radicata nel territorio, difficile da sradicare. Quello che cambia in tempo di crisi è il principio che regola l'acquisto: il risparmio, la ricerca del prodotto che costa meno, ancora meglio se, anche, in saldo.
Gli sconti sembrano dunque ridare sprint alle vendite dopo una stagione autunnale dai toni spenti. Risolleva quindi i commercianti, ma non tutti. Se un 60% infatti si ritiene soddisfatto, il restante 40% non lo è, come Kitsch, Futique, So chic, Le cicale, Adriana, che, tra crisi economica e lavori nelle piazze che bloccano la viabilità davanti al loro negozio (Kitsch e Futique in piazza mercurio), hanno visto in generale un netto calo delle vendite rispetto ai saldi invernali dell'anno precedente. «Va malissimo; - confessa con rabbia Vanda Mancastroppa, proprietaria del negozio Le Cicale - ho venduto poco a Natale e ora ancora meno. Ho iniziato con scontare al 30%, poi al 40% e ora al 50%; cosa farò a febbraio? È il sistema che è sbagliato: non si può fare saldi fine-stagione, all'inizio della stagione!». Un pensiero questi di tanti ma la categoria non ha mai trovato un accordo.
«Sto vendendo molto poco. - parla Mariangela Olivadoti, proprietaria del negozio di intimo Adriana - Il mio è settore un po' particolare su cui difficilmente la gente, quando non ha soldi, non vuole spendere. Sicuramente i negozi più economici stanno vendendo, ma io, più di abbassare i prezzi, prima del 30% poi del 40%, non posso fare niente».
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